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Trivelle, Ecodem: referendum ininfluente ma ok al voto con libertà coscienza ma no a strumentalizzazioni


Bratti: sosteniamo circoli locali. Vera sfida è strategia energetica
"Che vinca il sì o che vinca il no con questo referendum non cambierà niente riguardo al cambio del paradigma energetico. La vera sfida è rivedere la Strategia energetica nazionale, come sosteniamo da sempre. Quello che vogliamo, in ogni caso, è che i cittadini vadano a votare informati, per questo come Ecodem abbiamo deciso di sostenere il referendum lasciando sostanzialmente libertà di voto".

Pur ritenendo il quesito referendario fuorviante e di fatto inefficace rispetto agli obiettivi del fermare le trivelle nel nostro Paese, invitiamo a recarsi alle urne il 17 Aprile e a sostenere le iniziative dei circoli territoriali". Per gli Ecodem infatti la vera priorità è "rivedere la Strategia energetica messa a punto dal tandem Clini-Passera, che ha portato all'approvazione dell'articolo 35 del Decreto Sviluppo Italia e successivamente dell'articolo 38 dello Sblocca Italia. Il futuro energetico dell'Italia - spiegano nella nota - è nelle rinnovabili e nell'efficienza energetica, soprattutto alla luce dei nuovi impegni che il nostro Governo ha assunto a Parigi alla Cop 21".

 "Da sempre riteniamo che nell'attuale fase di transizione energetica - sostengono ancora gli Ecologisti Pd - il gas naturale sia il combustibile fossile su cui puntare. Già oggi il parco termoelettrico del Paese è basato sul gas, metanodotti e gassificatori possono costituire infrastrutture necessarie a questo proposito. Vediamo con grande preoccupazione e siamo contrari all'idea di sfruttare le risorse autoctone, che sono poche e il cui prelievo presenta un impatto ambientale non trascurabile, sia per le estrazioni a mare che a terra. Riteniamo - concludono - che questa fase debba essere gestita con la gradualità necessaria a garantire il passaggio da un sistema energetico basato sui combustibili fossili ad uno sulle rinnovabili, senza crisi occupazionali ma anzi che consenta di convertire, trasformare e aumentare i posti di lavoro". Per Bratti "il lavoro fatto dal Partito democratico nell'ultima legge di Stabilità per ripristinare lo sfruttamento dei giacimenti fuori dalle dodici miglia e il coinvolgimento degli enti territoriali per il rilascio dei permessi è un passo avanti - prosegue nella nota il presidente Ecodem - così come è stato positivo il recepimento della direttiva europea 2013/30 sugli Incidenti gravi nelle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi che introduce criteri molto rigidi riguardo alla sicurezza. Oggi in Italia grazie al lavoro dei parlamentari del Partito democratico abbiamo la normativa più severa d'Europa". "Riguardo al referendum - sottolinea infine Bratti nella nota - va ricordato che i quesiti posti dalle Regioni erano sei. Di questi ne è rimasto soltanto uno che riguarda la durata delle concessioni in essere per quegli impianti dentro le 12 miglia che il quesito, una volta scadute le autorizzazioni, in caso di vittoria del si prevede di non rinnovare, mentre oggi andrebbero fino ad esaurimento del giacimento. Deve essere quindi chiaro a chi andrà a votare che qualsiasi sia il risultato non si fermerà lo sfruttamento delle risorse fossili nazionali. Sfruttamento che potrebbe essere fermato con i modi e i tempi adeguati solo e unicamente con una scelta strategica energetica diversa dall'attuale, accompagnata dai provvedimenti legislativi conseguenti". Gli Ecologisti inoltre si dissociano da coloro che strumentalmente invitano a votare Si per logiche che nulla hanno a che vedere con una visione dello sviluppo che pone al centro l’ambiente come principale bene comune. Abbiamo visto troppe personalità anche di spicco del Partito Democratico che per anni hanno contrastato o comunque ignorato  la piattaforma ambientalista all’interno del Partito  e che oggi ne fanno una bandiera con l’unica logica di creare problemi al Segretario e presidente del Consiglio Renzi. Noi siamo fortemente contrari a queste strumentalizzazioni che qualificano una modalità di intendere la politica  che abbiamo sempre contrastato in questi anni.