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Primarie: Bratti (Ecodem) politiche ambientali siano priorità per futura azione PD



inviato ai tre candidati documento su tematiche ambientali

 

"Abbiamo inviato ai tre candidati alle primarie del Partito democratico e al presidente della Commissione congresso un documento contenente delle proposte sulle principali questioni ambientali, che riteniamo possano costituire una chiave di lettura importante per i futuri modelli di sviluppo del Paese. L'auspicio è che alcune di esse vengano considerate nel dibattito per le primarie tra le priorità per la futura azione del Partito Democratico. Ad affermarlo è Alessandro Bratti, presidente degli ecologisti democratici.

"Si tratta - spiega Bratti - di punti che uniscono le esigenze di tutela dell’ambiente con uno sviluppo economico moderno, competitivo e realmente sostenibile. La sfida ambientale è il principale appuntamento per il rilancio non solo della nostra economica, ma soprattutto di un nuovo patto costitutivo tra la politica e la cittadinanza. E’ necessario mettere a punto un Piano energetico nazionale, che contenga politiche e misure pe rafforzare ulteriormente il ruolo delle energie rinnovabili, dell’efficienza energetica e procedere verso una riduzione dell’uso delle fonti fossili. Per raggiungere questo obiettivo serve un quadro normativo stabile, semplice e certo, eliminando le complicazioni che limitano lo sviluppo delle rinnovabili, stabilizzando gli eco-bonus introdotti nell’ultima legge di bilancio, e favorendo gli investimenti in questo settore, strategico per l’Italia".

"Il territorio è un bene prezioso per l’Italia, uno dei paesi più belli del mondo. Anche per questo occorre un intervento deciso suill’inquinamento, sul dissesto idrogeologico e sulla tutela delle risorse idriche. L’Italia - si legge nel documento - deve poi affrontare quel lato oscuro derivante dalle politiche di sviluppo dei decenni passati, che spesso hanno lasciato una pesante eredità in termini di contaminazione. In questo senso va applicato con decisione il principio del “chi inquina paga”, investendo sulle bonifiche per restituire alla collettività i territori, tutelando la salute delle popolazioni.La scelta di una politica “green” può avere per il paese un positivo impatto economico, sostenendo la specificità imprenditoriale italiana. L’economia circolare, l’agricoltura biologica, a minor impatto e a chilometro zero;la chimica verde, la mobilità alternativa e le smart city, le best practice, la produzione di materiali per l’edilizia, l’arredamento, la meccatronica e la robotica sono settori che dovranno essere sostenuti, puntando a rafforzare lo spirito creativo e la capacità di innovazione delle nostre imprese e del “saper fare” italiano, la qualità del made in Italy che conquista il mondo.L’innovazione non dovrà riguardare solo le grandi aree metropolitane: anche i piccoli comuni, che sono il cuore pulsante della nostra Italia, potranno diventare luoghi dove l’innovazione tecnologica, il futuro, conviveranno con la tradizione, grazie al necessario sviluppo della banda larga, vera priorità per il paese.Infine serve un sistema di controllo ambientale in grado di rendere operative le importanti riforme già realizzate, come la legge sugli ecoreati, la riforma delle agenzie ambientali e la costituzione di un unico corpo di polizia ambientale con la fusione tra carabinieri e forestali".