Intervista /Lo Sblocca Italia parla solo di smaltimento rifiuti, non basta


Parla Alessandro Bratti, Presidente della Commissione sulle Ecomafie
''Con lo Sblocca Italia il tema dei rifiuti e' stato trattato solo dal punto di vista dello smaltimento. Manca una politica complessiva sulla materia - nel collegato ambientale c'e' qualche pezzo - che riguardi tutto quello che viene prima dello smaltimento come il recupero, il riciclo, la raccolta''. A dirlo in una intervista a Public Policy e' Alessandro Bratti, presidente della commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e deputato Pd in commissione Ambiente. A un anno dalla sua elezione a presidente della commissione bicamerale sulle ecomafie - avvenuta il 9 settembre scorso - Bratti fa un bilancio del lavoro svolto sinora analizzando le politiche ambientali messe in campo dal governo e in corso di esame in Parlamento: dal collegato ambientale ''diventato una barzelletta'' al mai varato green act passando per la riforma delle agenzie ambientali; dal deposito nazionale dei rifiuti alla strategia energetica nazionale che andrebbe rivista.

D. IL 9 SETTEMBRE 2014 VENNE ELETTO PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE D'INCHIESTA SUL CICLO DEI RIFIUTI. COSA SIETE RIUSCITI A FARE IN UN ANNO DI LAVORO? R. Nella situazione di armonia politica che c'e' all'interno della commissione abbiamo ottenuto buoni risultati. Dal punto di vista delle inchieste abbiamo messo sotto la lente d'ingrandimento le Regioni Sicilia, Veneto e Liguria - per cui abbiamo concluso la parte istruttoria - e stiamo iniziando ad approfondire la Campania e il Lazio. Riprenderemo in mano il dossier Ilva e a meta' settembre saremo pronti a licenziare in commissione la relazione sulla gestione dei rifiuti nucleari. A buon punto sono le indagini sul cosiddetto quadrilatero della chimica e sulle bonifiche dei Siti di interesse nazionale. Sul traffico transfrontaliero dei rifiuti continuiamo a lavorare.

D. CI SONO ALTRI DOSSIER CHE AVETE INTENZIONE DI APRIRE? R. Entro l'anno inizieremo una indagine sul mercato illecito del riciclo dei rifiuti e sui consorzi. Dopo aver dato il nostro contributo all'approvazione della legge sugli ecoreati costituiremo molto prima della fine dell'anno una sottocommissione per verificare l'applicazione della legge nei settori di nostri competenza: bonifiche, rifiuti, depurazione delle acque. Inoltre stiamo aspettando il via libera del Senato per iniziare a desecretare il materiale delle scorse commissioni, come quelli sulle cosiddette navi a perdere e sulla terra dei fuochi.


D. IN PARLAMENTO CI SONO DUE DISEGNI DI LEGGE FERMI DA TEMPO: IL COLLEGATO AMBIENTALE E LA RIFORMA DELLE AGENZIE AMBIENTALI. R. La vicenda del collegato ambientale mi sembra diventata una barzelletta. Stiamo parlando di un disegno di legge che e' collegato a due stabilita' fa (il ddl e' fermo da novembre dello scorso anno in commissione Ambiente al Senato; Ndr). Per questo chiediamo che venga incardinato nell'aula del Senato prima del disegno di legge costituzionale. Sulle agenzie ambientali la cosa incomprensibile e' come non si riesca ad approvare un ddl che avra' cinque o sei emendamenti (questo ddl e' fermo in commissione Ambiente al Senato da ottobre. Gia' approvato dalla Camera, c'e' una accordo nella maggioranza per approvarlo in via definitiva senza modifiche; Ndr).

D. STA PUNTANDO IL DITO CONTRO QUALCUNO IN PARTICOLARE? R. In primo luogo non capisco come mai il governo non dia priorita' a ddl trasversali come questi. Se vuole puo' farlo in poche settimane, come ha fatto per esempio con gli ecoreati. Tra le atre cose se non si approva la legge sulla riforma delle agenzie ambientali una parte degli ecoreati - quella sugli illeciti amministrativi - restera' inapplicata perche' sono proprio le agenzie ambientali che devono applicare tutta quella parte che riguarda i reati minori. Ma le responsabilita' sono diffuse: perche' il presidente del Senato e la capigruppo non calendarizzano questi provvedimenti?

D. DI RECENTE SI E' RIAPERTO IL DIBATTITO SUL TEMA DEI RIFIUTI CON I 12 NUOVI INCENERITORI IN VIA DI AUTORIZZAZIONE E LE REGIONI CONVOCATE DAL MINISTRO DELL'AMBIENTE. A CHE PUNTO SONO LE POLITICHE PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI? R. Con lo Sblocca Italia il tema dei rifiuti e' stato trattato solo dal punto di vista dello smaltimento. Manca una politica complessiva sulla materia - nel collegato ambientale c'e' qualche pezzo - che riguardi tutto quello che viene prima dello smaltimento come il recupero, il riciclo, la raccolta. Posso essere anche d'accordo sulla rottura dei bacini territoriali per permettere ai rifiuti di muoversi da una Regione all'altra ma solo se questa e' una fase di transizione. Nel frattempo bisogna iniziare ad attuare politiche di recupero della materia e a creare una impiantistica all'avanguardia. Sia chiaro, un periodo come questo puo' durare anche dieci o quindici anni ma e' necessario che si delinii uno scenario. Ci sono delle strategie che non possono avere il respiro di una legislatura. Uno strategia che in questo caso dovrebbe avere anche un respiro internazionale perche' se l'Olanda continua a smaltire i rifiuti ad un costo inferiore del 30/40% rispetto al nostro ci puo' stare che un amministratore decida di mandare all'estero i rifiuti.

D. IL GOVERNO HA PIU' VOLTE ANNUNCIATO, PER POI RINVIARLO, IL VARO DEL COSIDDETTO GREEN ACT. LA RISPOSTA POTEVA ESSERE CONTENUTA IN QUEL PROVVEDIMENTO? R. Il Green Act non puo' essere un singolo provvedimento ma un insieme di politiche. Penso, per esempio, al consumo del suolo o alla riforma degli appalti, ma anche agli appalti verdi e alla mobilita' sostenibile. Nel collegato ambiente alcune di queste cose ci sono. Di questo discorso deve far parte anche la Strategia energetica nazionale, la cosiddetta Sen.

D. OVVERO? R. La Strategia energetica nazionale dovrebbe essere rivista: che senso hanno le trivellazioni sulla terra e in mare - con tutti i rischi che comportano - quando mi sembra di capire che si sta puntando sui metanodotti nel Mediterraneo? La Sen venne approvata dal ministro Passera ad una settimana dalla caduta del governo. Adesso non dico si debba discuterne all'infinito, ma un pochino si.

D.TRA NON MOLTO ENTRERA' NEL VIVO ANCHE IL DIBATTITO SUL DEPOSITO NAZIONALE DEI RIFIUTI. COSA CI DOBBIAMO ASPETTARE? R. Prima di tutto va detto che il deposito nazionale dei rifiuti nucleari e' necessario, indispensabile e fondamentale. Ma per poter iniziare un percorso del genere e' necessario avere tutte le carte in regola, bisogna che gli operatori che se ne occuperanno siano il meglio del meglio. Da questo punto di vista la Sogin (la societa' di Stato incaricata del decommissioning degli impianti nucleari e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi; Ndr) ha alcune cose da sistemare, nella relazione in via di approvazione in commissione segnaliamo alcune de'faillance. E poi c'e' l'Isin (l'Ispettorato nazionale per la sicurezza e la radioprotezione; Ndr), che di questo processo deve essere il baluardo, per questo chiediamo che i vertici siano il meglio del meglio del Paese e non solo.

(Public Policy) di Fabio Napoli

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