Realacci: “il futuro dipende anche dalle scelte di Parigi, la sfida del clima è anche geopolitica, economica, tecnologica”

La sfida del clima non riguarda solo l’ambiente, ma è una sfida geopolitica, tecnologica, economica e sociale fondamentale per il futuro. Basti pensare al tema della competitività del nostro sistema economico e alla questione dei migranti e degli sfollati climatici, che secondo l’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati già nel 2012 erano 30 milioni e che secondo le stime al 2050 potrebbero arrivare a 250 milioni. La stessa vicenda della Volkswagen dimostra quanto la sfida del produrre pulito sia determinante per il futuro dell’economia.

Siamo di fronte a un difficile e fondamentale percorso negoziale e l’interesse del Parlamento è testimoniato anche dalle Commissioni riunite oggi per l’audizione del ministro Gentiloni.

Una forte scossa sui temi dell’ambiente e dei  mutamenti climatici e, più in generale,  sullo sviluppo umano in vista della Cop21 è arrivata con grande autorevolezza dall’enciclica ‘Laudato sì’ di Papa Francesco.

L’Italia ha tutte le carte in regola per essere in prima fila in questa sfida, che a dicembre riunirà il mondo a Parigi. Contrastare i mutamenti climatici non solo è necessario,  ma è anche una straordinaria occasione per creare lavoro e nuova economia scommettendo sulla green economy”.

Così Ermete Realacci, Presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera, commenta l’audizione del ministro degli Esteri sulla questione clima davanti alla Commissioni Riunite Ambiente, Affari Esteri, Attività Produttive e Agricoltura.