Cominelli (PD): “gestione acque del Garda e’ fatto nazionale. servono regole nuove”

La regimentazione delle acque del più grande bacino lacustre italiano, il lago Garda, è un fatto di interesse nazionale e per queste abbiamo chiesto l’intervento del Governo. L’accelerarsi degli effetti legati ai mutamenti climatici, con un alternarsi di periodi siccitosi a momenti di grandi rovesci, uniti alla notevole pressione antropica che insiste sul bacino sia per usi agricoli, che per motivi abitativi e turistici, richiede un’attenzione e interventi di adattamento significativi. In questo contesto le regole dettate dalle esigenze di mezzo secolo fa non sembrano più in grado di rispondere alle mutate condizioni dei nostri giorni: se negli anni fra il 1950 ed il 1970 il problema era quello di contenere i livelli massimi e dunque le piene, evitando allagamenti e disastri, ora, con le mutate condizioni climatiche e il grande uso della risorsa idrica, il problema è esattamente l’opposto. La risposta del sottosegretario Velo oggi in Commissione Ambiente tiene conto dell’evidenza che ci si trova di fronte ad un argomento di grande interesse economico e sociale, e quindi oggetto di normativa e di accordi politici nuovi, per affrontare il quale verranno messo in campo nuovi studi specifici da parte della autorità competenti”, è quanto afferma Miriam Cominelli deputata bresciana del PD, firmataria di un’interrogazione parlamentare al Ministero dell’Ambiente insieme ai colleghi Zardini e Borghi, al termine del question time con il Sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo.

"Come parlamentari del territorio”, conclude Cominelli, “proseguirà il nostro impegno per fare in modo che tali studi si traducano poi in nuove e più efficaci norme pratiche che migliorino la gestione delle acque del Lago nel più breve tempo possibile.