Contatti

Contenuti del sito
Scrivi al webmaster

Segreteria
Scrivi alla segreteria

06 695321 (centralino)
320 4597710
dalle 9,30 alle 16,30

presso Sede PD
via Sant'Andrea delle Fratte 16
00187 Roma
 

FB Fans



Link a tema

Login

Sist. Elettrico 2015: Crollo idroelettrico, aumentano consumi e produzione termoelettrica

Il crollo della produzione idroelettrica trascina giù le rinnovabili – Aumentano consumi e produzione termoelettrica

I dati del Sistema Elettrico nazionale forniti da Terna indicano nel 2015 un forte calo della produzione idroelettrica pari al -23%, compensato soprattutto dalla produzione termoelettica (+8%). Le altre rinnovabili crescono, e per la prima nel primo semestre insieme superano l’idroelettrico, ma la perdita dell’idroelettrico abbassa la quota di fabbisogno elettrico soddisfatta da fonti rinnovabili, che a fine anno potrebbe scendere da oltre il 38% al 35%.

Questa volta i dati forniti da Terna richiedono molta attenzione e soprattutto il dato dell’idroelettrico va analizzato in dettaglio. Infatti, sino a settembre 2015, l’idroelettrico ha prodotto circa 11 TWh in meno rispetto al 2014 (da 47 TWh nel 2014 a 36 TWh nel 2015, pari a -23%).

Si potrebbe supporre un problema meteorologico, scarsità di piogge. Le tabelle sui “coefficienti di invaso” – ossia la percentuale di riempimento dei bacini rispetto al massimo teorico - e la producibilità elettrica dei bacini nazionali, indicano che nel 2015 le capacità dei bacini italiani sono state sempre almeno pari o superiori rispetto al 2014.

Pertanto la produzione idroelettrica è crollata non per cause meteorologiche.
Invece la produzione termoelettrica è aumentata di quasi 11 TWh (da 122,7 a 133,1 TWh, pari a +8,5%) dunque quasi pari alla perdita dell’idroelettrico, ma al costo di un sensibile aumento delle emissioni di gas serra da fonti fossili. Appare dunque probabile – ma servirebbero ulteriori analisi - che, in assenza di cause meteo, a pilotare questo “travaso” energetico da idroelettrico a termoelettrico sia stato il crollo del prezzo del petrolio – quasi sempre sotto i 50$ al barile – che ha spinto giù il prezzo del gas.

Commento sull’idroelettrico
A parte la congiuntura dei prezzi, l’idroelettrico soffre comunque di problemi strutturali: i grandi invasi storici tendono a interrire, a causa della scarsa manutenzione dell’accumulo dei sedimenti apportati; in un contesto di cambiamenti climatici, l’idroelettrico può essere svantaggiato a causa delle più frequenti piene per i fenomeni meteo estremi, che trasportano ingenti quantità di sedimenti.

I nuovi, piccoli impianti (“mini-idroelettrico”) se installati sulle “head water” – all’inizio dei corsi d’acqua, a monte - possono mettere a rischio la qualità di quelle acque pregiate (danni agli ecosistemi fluviali), di solito “elevata” o “buona” ai sensi della direttiva quadro sulle acque, e pertanto da non compromettere anche per evitare sanzioni europee.

Aumentano i consumi elettrici, crescono le “nuove rinnovabili”
Il fabbisogno di energia elettrica è aumentato da 233 (2014) a 237,4 TWh (+4.4 TWh, +1,9%).

Quasi tutto questo aumento è dovuta al caldissimo mese di luglio 2015, che ha sospinto i consumi (+4 TWh rispetto al 2014) per il raffrescamento degli ambienti sino a raggiungere picchi storici di potenza elettrica assorbita.

Di questo aumentato fabbisogno elettrico, 2,1 TWh sono stati ottenuti dalla crescita del fotovoltaico, che passa da 18,6 TWh del 2014 ai 20,4 TWh del 2015 (+1,8 TWh, +9,5%) e dell’eolico, passato dai 11,4 a 11,7 TWh (+0,3 TWh, +2.5%). Anche il geotermico, sia pur con numeri ancora piccoli, continua a mantenere un trend costante di crescita di oltre il 4% all’anno. È significativo che nella prima metà dell’anno le “nuove rinnovabili” (fotovoltaico, eolico, geotermico) abbiano insieme superato la quota prodotta dell’idroelettrico. Non era mai accaduto.

Il rimanente fabbisogno è stato coperto dall’import dall’estero, che infatti è aumentato da 33 a 37,6 TWh (+11%).

Trend a fine anno (salvo variabilità meteorologica nel prossimo bimestre)
È probabile che la produzione termoelettrica torni quasi ai livelli del 2013 (107-108 TWh) con un aumento intorno al 7% rispetto al 2014.

L’idroelettrico dovrebbe scendere sotto la soglia dei 50 TWh (46-48 TWh) con una perdita intorno al 20% rispetto al 2014;

il fotovoltaico potrebbe superare i 24 TWh con un aumento intorno al 10%;

l’eolico potrebbe essere compreso tra 15,5 e 16 TWh con aumento del 5%; nota: l’obiettivo 2020 di 20 TWh richiede tassi di crescita del 5% annuo. Nel 2014 sono stati installati solo 100 MW di nuova potenza eolica.

Il calo dell’idroelettrico ha comportato una riduzione al 35,7% del fabbisogno elettrico coperto dalle fonti rinnovabili nei primi 9 mesi del 2015, che potrebbe scendere sotto il 35% a fine anno (rispetto a oltre il 38% del 2014).

Infatti il totale rinnovabili a fine anno dovrebbe attestarsi intorno a 106 - 107 TWh (meno del 2013-14) rispetto a un fabbisogno elettrico 2015 tornato intorno a 314 TWh.

È comunque probabile che il consuntivo finale delle FER non scenderà sotto la soglia del 35% - soglia simbolica in quanto rappresenta l’obiettivo minimo da soddisfare entro il 2020 - includendo la produzione termoelettrica da biomasse e rifiuti, e la quota rilevante di import da rinnovabili.

di Pierluigi Adami, coord. scientifico Ecologisti Democratici