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Esteri. clima, senza tagli a gas serra 100 Mln di nuovi poveri allarme lanciato da banca mondiale in vista Summit di Parigi


Senza un concreto taglio alle emissioni dei gas nocivi, la Terra contera' altri cento milioni
di poveri entro il 2030: lo sostiene in un rapporto la Banca Mondiale, che ha lanciato l'allarme questo fine settimana, per fare pressione sui leader mondiali che si sono dati appuntamento
a Parigi per la COP21, la XXI Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite (Unfccc) sui cambiamenti climatici. L'impatto di una sensibile riduzione dei gas nocivi- osserva la Banca Mondiale- sarebbe particolarmente grave per l'Africa, dove i mutamenti climatici  potrebbero scatenare un nuovo aumento dei prezzi dei generi alimentari: "Questo sarebbe un colpo molto duro per una regione dove il consumo alimentare delle famiglie
piu' povere rappresenta oltre il 60% delle loro spese". Rilevanti le conseguenze negative anche per il sud-est asiatico: secondo lo studio nella sola India, i mutamenti climatici potrebbero gettare oltre 45 milioni di persone in estrema poverta'. A livello planetario, un aumento del riscaldamento globale oltre i 2°C potrebbe aumentare del 5% il numero degli abitanti esposti al paludismo (150 milioni di persone). "A lungo termine, solo un azione internazionale immediata e sostenuta, mirata a ridurre le emissioni mondiali di gas a effetto serra, permettera' di preservare milioni di persone dalla poverta' afferma la Bm, esortando i paesi ricchi a sostenere il Sud del mondo per finanziare misure capaci di mitigare l'impatto dell'aumento della temperatura superficiale del pianeta. Il messaggio e' stato rivolto in
particolare ai ministri di una sessantina di paesi che da ieri sono a Parigi per accelerare i negoziati su un accordo globale, in vista dell'avvio del summit che nel giorno di apertura, il 30
novembre, attende la partecipazione di un centinaio di capi di Stato e di governo, fra cui i leader statunitense, cinese e russo.  "E' la vita stessa del pianeta che e' in gioco" ha detto in
apertura dei lavori, che proseguiranno fino a domani, il capo della diplomazia francese, Laurent Fabius, sottolineando la necessita' di uno sforzo collettivo. Sta di fatto che alla Cop 21 ci si presenta in ordine sparso: circa un quarto dei partecipanti (49 su 195) non ha infatti presentato il proprio piano entro la 'deadline' del 1° ottobre. Obiettivo della Conferenza, che si terra' dal 30 novembre all'11 dicembre- e' raggiungere per la prima volta in vent'anni
un accordo vincolante e universale sul clima per mantenere il riscaldamento globale sotto la soglia dei 2°C rispetto all'era preindustriale (1850 circa): un'intesa che vada a sostituire il
Protocollo di Kyoto- redatto nel 1997 e mai ratificato dagli Stati Uniti- scaduto nel 2012 ma esteso fino al 2020 (Kyoto 2).
 
(DIRE-MISNA)