PM10: Avellino, abbiamo un problema



PM10
Avellino chiama “base PD”, “base PD” risponde.

 

La formula di condivisione proposta dal blog Vertenze Ambientali, dopo l'impegno in provincia, con PM10 Avellino Buone pratiche per zero pollution, ha dimostrato che anche nel capoluogo é possibile fare politica dal “basso verso l'alto”.L'incontro di sabato, nove gennaio, presso il Circolo della stampa ad Avellino, infatti, ha rappresentato l'avvio di un programma di iniziative legate ai temi ambientali cittadini che “Vertenze ambientali” ha deciso di affrontare con l'apporto degli iscritti PD ed della cittadinanza ed in costruzione di un nuova formula di dialogo con i propri riferimenti amministrativi e politici. Una novità di questi tempi “ai nostri quartieri”, gli iscritti al PD che si riuniscono per affrontare tematiche sulla qualità della vita ed offrire spunti di soluzione.
Abolito il metodo della “passerella”, anche con le PM10 si é deciso di cambiare verso: con i contribuiti esterni di amministratori pubblici delle più importanti città italiane che da anni impattano il problema degli “sforamenti e dell’inquinamento in ambito urbano, dando spazio a giovani e validi ricercatori/docenti universitari locali, esperti di sostenibilità ambientale, partecipazione al dibattito dei segretari, degli iscritti, delle associazioni del PD, dei cittadini. Perché ascoltare e confrontarsi aiuta a comprendere meglio i fenomeni.Il tema affrontato questa volta, le PM10, è di quelli complicati, difficili da risolvere a causa della sua complessità, le cui soluzioni e gli strumenti da adottare richiedono molti anni per godere dei frutti, e nel brevissimo periodo sembrano non essere mai graditi all'elettorato di riferimento. Quando poi si opta per non impattare il problema, di non volersi assumere le responsabilità come classe dirigente di spingere verso soluzioni strutturali e non emergenziali, o peggio di non essere consapevoli del problema stesso, allora si sprofonda.
Più o meno la storia della nostra città, dalla ricostruzione post sisma in poi: peggioramento dell’ambiente urbano nel suo complesso, mancate opportunità economiche legate ad una città più accogliente e funzionale, aumento di un degrado diffuso, nei luoghi e nei comportamenti umani (vedi teoria delle finestre rotte). Eppure le opportunità per il territorio che nascerebbero dalla volontà, finalmente, di approcciare queste politiche sono tante e importanti. Sono di natura ambientale,legate al miglioramento della salute e della qualità della vita nei territori; sono di natura economica macro, e riguardano la competizione territoriale: politiche efficienti di mobilità e trasporti pubblici, e adozione di strumenti innovativi per la gestione delle politiche ambientali sono di per sé un attrattore economico e rappresentano un vantaggio competitivo per la città che le attua; ci sarebbero poi tante opportunità in grado di favorire il risparmio individuale e nelle famiglie. Volere e potere, a noi la capacità di coglierle o farle morire, mortificando il nostro quotidiano e le nostre speranze di voler vivere in un territorio migliore, più bello, da valorizzare quotidianamente e non inquinare, compromettere.C’è tanta voglia di cogliere queste opportunità, di non voler abdicare ai problemi che ci riguardano, di mettersi in discussione e partecipare per dare contributi e soluzioni agli amministratori ed ai policy makers locali e regionali, presenti e futuri. La scelta di attivarsi è obbligata e non più procrastinabile, visto la gravità che il fenomeno ha assunto negli ultimi mesi, e il PD non può più essere un luogo separato ed immune dai problemi che riguardano il suo territorio.
Sabato, si ascolta, tra le persone presenti, frasi del tipo “sembra di sentire le stesse cose dette venti anni fa”. E’ vero, e ciò ci da l’idea del ritardo. Alle parole dette, ad Avellino, da oltre venti anni non sono seguite soluzioni, risultati concreti, da parte delle amministrazioni che si sono succedute, tranne improvvisati tentativi di abbozzare risposte dovute per legge. Lo ha ricordato, sabato, Alessandro Bratti, presidente EcoDem: “ognuno di noi deve dare un contributo affinché la situazione migliori. Dal singolo cittadino, al Comune, alla Provincia fino alla Regione il problema va affrontato in maniera adeguata.….bisogna capire le cause dell'inquinamento da polveri sottili. Se non si fa una buona diagnosi, si sbaglia la terapia…..bisogna capire dove e come agire. E’ compito della politica poi mettere in campo gli strumenti necessari per farlo”.L'ingegnere Giovanni De Feo, invece, ha pungolato: ”I bambini sono il presente, affianchiamogli già nelle scuole i tanti docenti laureati nelle discipline ambientali e ingegneristiche. Avellino deve diventare la città dei bambini e dei giovani, dobbiamo con loro costruire una città diversa, cambiare gli stili di vita altrimenti andiamo da nessuna parte. Purtroppo non ci sono soluzioni tampone, a breve termine si può fare poco. Se cominciamo a fare qualcosa oggi tra dieci anni vedremo i risultati, e dieci anni non sono lontani”.Piero Pellizzaro, del “Kioto club”, lo ha testimoniato, nelle realtà europee più avanzate, non si subisce l'emergenza, la si trasforma nell'opportunità di avviare nuove programmazione di lunga visione.L'assessore alla mobilità di Milano, Pierfrancesco Maran, lo ha sancito: occorre una sforzo sinergico, al quale bisogna lavorare per favorire ma anche imporre, l’incontro tra le istituzioni, le differenti comunità, le forze imprenditori presenti nel settore. Guai però ad aspettare sempre le azioni da parte di altri, possiamo e dobbiamo partire dalla nostra città, soprattutto, dandogli un ruolo di guida a livello di quell'area vasta, per ora solo immaginata.Dieci anni non sono tanti, il tempo passa relativamente in fretta, soprattutto quando ad accompagnarci sono nuove speranze e la felicità dei nostri figli per vivere in un contesto più sano, più bello, più accogliente, funzionale e sicuro. I cittadini,le associazioni presenti in città, negli anni hanno dato più di una prova di essere consapevoli dei problemi e di saper apportare validi contributi in termini di idee proposte. Sono avanti rispetto alla politica ed ai partiti, non possiamo più farli aspettare, è oggi il tempo delle decisioni per i territori e per il loro sviluppo, economico e civile.Base PD chiama, Houston rispondi.

Fonte: http://vertenzeambientali.tumblr.com/ di Rosario Caravano