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Nucleare. Bratti: serve deposito, far partire discussione...


Dobbiamo gestire una quantita' importante di rifiuti a bassa e media attivita' nella maniera che prevede la normativa europea. Per questo abbiamo la necessita' di costruire un deposito unico in Italia, per questo dobbiamo partire al piu' presto con la discussione complessa e difficile che i due Paesi che oggi abbiamo ospiti (Francia e Spagna, ndr) rispetto al processo di scelta del luogo dove costruire il deposito. Alessandro Bratti, deputato Pd e presidente della Commissione bicamerale d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, la 'Ecomafie', lo dice aprendo il convegno 'La gestione dei rifiuti radioattivi e il sistema dei controlli. Esperienze a confronto tra Francia, Spagna e Italia', alla sala Aldo Moro di Montecitorio e organizzato dalla stessa commissione. "Gia' da qualche mese la commissione ha consegnato a Camera e Senato una prima relazione, che mette in evidenza i problemi", spiega Bratti, "e con grande modestia cerchiamo di dare una mano a risolvere i problemi. Con qualche proposta indirzzata all'esecutivo". Il presidente della 'Ecomafie' indica poi una serie di difficolta' legate al sistema dei rifiuti radioattivi in Italia. Ci sono "problemi legati alla gestione, alla lentezza con cui si sta procedendo al decommissioning degli impianti nucleari- spiega- problemi legati al fatto che non esiste ancora una struttura di controllo definita. O meglio: c'e' all'interno del'organismo piu' ampio come Ispra ma come legislatori abbiamo scelto un altro percorso cui pero' non abbiamo ancora dato le gambe per poter partire (quello relativo all'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, Isin, ndr)". Infine, "abbiamo un problema anche di fronte alla Commissione europea alla quale dobbiamo presentare il programma come previsto dalla legislazione comunitaria", conclude Bratti.
(DIRE)