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Ambiente. Realacci: mercoledì possibile voto su presidenti parchi


Si giungera' al voto "se possibile entro mercoledi' prossimo" per ufficializzare i nuovi presidenti del Parco del Cilento, del Vesuvio e del Gran Sasso. Lo dice il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, parlando rispettivamente di Tommaso Pellegrino, Agostino Casillo e Tommaso Navarra, ovvero le figure scelte dal ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti e ascoltate oggi nelle commissioni Ambiente congiunte di Camera e Senato.
Ciascuna area- sostengono i tre candidati- e' di inestimabile valore ambientale e va valorizzata dopo anni difficili segnati da commissariamenti e cattive gestioni. "L'Ente parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni- spiega Pellegrino- ospita un'area di 181mila ettari a terra e 9mila a mare, si tratta della piu' grande area protetta d'Italia, una zona di inestimabile valore che comprende 80 Comuni dove vivono 230mila abitanti, piu' altri 15 Comuni di aree contigue. La zona e' un patrimonio di biodiversita' e della dieta mediterannea". Su questo tema Pellegrino auspica "un salto di qualita', magari con l'aiuto delle Istituzioni. Mi piacerebbe vedere nel Parco un Centro di ricerca sulla dieta mediterranea, ma anche che ospiti grandi eventi, corsi di formazione, progetti di educazione ambientale e scolastici. E' nessario avvicinare i giovani all'attivita' del Parco. Dopo una lunga e difficile stagione di commissariamento, sono convinto che queste siano le mosse giuste per ripartire". Dal punto di vista naturalistico, illustra invece Casillo, "il Parco nazionale del Vesuvio e' di eccezionale valore, con 400mila abitanti al suo interno e uno dei vulcani piu' celebri e studiati al mondo. La tutela dell'ambiente sta diventando un valore riconosciuto sempre piu', eppure il Parco non e' un elemento identitario per la comunita', non e' radicato nella coscienza del cittadino vesuviano e probabilmente 2 anni di commissariamento hanno contribuito a questo". Circa  mezzo milione di turisti ogni anno visitano il cratere, "ci piacerebbe investire per migliorare l'offerta e far visitare anche altro, c'e' molto da vedere". Il vulcano sorge al centro di un'area fortemente urbanizzata, "e questo e' uno dei problemi maggiori- sottolinea Casillo- perche' si e' sviluppata nel corso degli anni in maniera caotica e con seri problemi di abusivismo edilizio: servono sforzi per prevenire e reprimere". Altra criticita' e' rappresentata dall'abbandono dei rifiuti e dallo sversamento di sostanze illegali "in zone limitrofe al Parco, ma che purtroppo vengono documentate anche all'interno per colpa di una minoranza, di criminali senza scrupoli. Il decreto sulla Terra dei Fuochi, per fortuna, va nella giusta direzione". Urge anche "una fase nuova per aprire una bonifica della discarica Terzigno, una ferita aperta che ha dato un brutto colpo all'immagine del nostro territorio". Il Parco ha enormi potenzialita' secondo Casillo, puo' diventare "il fulcro della rinascita dell'area vesuviana coniugando tutela dell'ambiente, conservazione e sostenibilita' delle comunita' locali grazie allo sviluppo della green economy". Per ottenere tutto questo bisogna pero' migliorare l'accessibilita', "sono pochi oggi i sentieri veramente fruibili e tenuti in maniera corretta, serve un forte investimento con zone di accoglienza".Per Navarra serve invece "uno studio scientifico del territorio, una conoscenza delle filiere produttive e matrici ambientali da salvaguardare attraverso il reperimento di risorse europee, nazionali, regionali e private. I parchi sono concepiti come un laboratorio dove sperimentare modelli rispettosi dell'ambiente, sono l'ultimo luogo di natura vivente da sottrarre al saccheggio e fornire alle generazioni future". Il Gran Sasso, in particolare, deve affrontare il problema dello svuotamento della popolazione. "I dati sono impietosi- conferma Navarra- negli ultimi censimenti abbiamo notato anche il -30% nel Teramano, -40% nell'Aquilano, -21% nel Piceno, -28% nel Pescarese. Le nostre montagne si stanno svuotando, i numeri sono impietosi e rischiano di esserlo ancora di piu' in futuro. E' nostro compito- conclude- trasmettere nelle generazioni future le conoscenze".
(Dire)