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1° trimestre 2016: giù le rinnovabili, male anche fotovoltaico – aumenta produzione termoelettrica, diminuiscono i consumi per il clima mite

I dati del Sistema Elettrico nazionale forniti da Terna indicano per il primo trimestre 2016 una contrazione del 7% della produzione elettrica da fonti rinnovabili non termoelettriche, a causa del crollo dell’idroelettrico (-17,6%) – che prosegue il suo trend negativo dal 2015 – e del forte calo del fotovoltaico (-11,3%) non giustificabile con le sole cause meteorologiche. Bene invece l’eolico (+11,1%) e il geotermico (+3,5%), ma nel complesso il comparto delle rinnovabili non biomasse, a quota 19,14 TWh nel trimestre in esame, scende del -7% rispetto al 2015 e del -17% rispetto al 2014, attestandosi su una produzione inferiore anche rispetto al 2013.

Il termoelettrico ha rappresentato il 58,6% della produzione nel 1° trimestre 2016
Aumentano i consumi elettrici, crescono le “nuove rinnovabili”
Il fabbisogno di energia elettrica è aumentato da 233 (2014) a 237,4 TWh (+4.4 TWh, +1,9%).
Quasi tutto questo aumento è dovuta al caldissimo mese di luglio 2015, che ha sospinto i consumi (+4 TWh rispetto al 2014) per il raffrescamento degli ambienti sino a raggiungere picchi storici di potenza elettrica assorbita.

Di questo aumentato fabbisogno elettrico, 2,1 TWh sono stati ottenuti dalla crescita del fotovoltaico, che passa da 18,6 TWh del 2014 ai 20,4 TWh del 2015 (+1,8 TWh, +9,5%) e dell’eolico, passato dai 11,4 a 11,7 TWh (+0,3 TWh, +2.5%). Anche il geotermico, sia pur con numeri ancora piccoli, continua a mantenere un trend costante di crescita di oltre il 4% all’anno. È significativo che nella prima metà dell’anno le “nuove rinnovabili” (fotovoltaico, eolico, geotermico) abbiano insieme superato la quota prodotta dell’idroelettrico. Non era mai accaduto.

Il rimanente fabbisogno è stato coperto dall’import dall’estero, che infatti è aumentato da 33 a 37,6 TWh (+11%).
Trend a fine anno (salvo variabilità meteorologica nel prossimo bimestre)
È probabile che la produzione termoelettrica torni quasi ai livelli del 2013 (107-108 TWh) con un aumento intorno al 7% rispetto al 2014.

L’idroelettrico dovrebbe scendere sotto la soglia dei 50 TWh (46-48 TWh) con una perdita intorno al 20% rispetto al 2014;
il fotovoltaico potrebbe superare i 24 TWh con un aumento intorno al 10%;
l’eolico potrebbe essere compreso tra 15,5 e 16 TWh con aumento del 5%; nota: l’obiettivo 2020 di 20 TWh richiede tassi di crescita del 5% annuo. Nel 2014 sono stati installati solo 100 MW di nuova potenza eolica.
Il calo dell’idroelettrico ha comportato una riduzione al 35,7% del fabbisogno elettrico coperto dalle fonti rinnovabili nei primi 9 mesi del 2015, che potrebbe scendere sotto il 35% a fine anno (rispetto a oltre il 38% del 2014).
Infatti il totale rinnovabili a fine anno dovrebbe attestarsi intorno a 106 - 107 TWh (meno del 2013-14) rispetto a un fabbisogno elettrico 2015 tornato intorno a 314 TWh.
È comunque probabile che il consuntivo finale delle FER non scenderà sotto la soglia del 35% - soglia simbolica in quanto rappresenta l’obiettivo minimo da soddisfare entro il 2020 - includendo la produzione termoelettrica da biomasse e rifiuti, e la quota rilevante di import da rinnovabili.
di Pierluigi Adami