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Comuni: Realacci, spina dorsale per vincere la sfida del futuro


"Oggi la Camera dei Deputati ha ospitato seicento sindaci in rappresentanza di tutti i primi cittadini d'Italia.

Un'importante occasione di ascolto dei territori e degli Enti Locali. La gran parte provenivano da Piccoli Comuni, a partire da quelli che hanno subito la terribile esperienza del terremoto. Proprio nella gestione dell'emergenza legata al terremoto abbiamo avuto conferma di come i sindaci, in particolare quelli dei tanti Piccoli Comuni colpiti dal sisma, siano la spina dorsale che tiene insieme le nostre comunita'". Lo afferma Ermete Realacci, Presidente della VIII Commissione Ambiente, territorio e Lavori Pubblici intervenendo alla Camera dei Deputati nel corso dell'incontro "Italia in Comune, i Sindaci nell'Aula di Montecitorio". "Ovviamente e' necessario mettere in comune e razionalizzare i servizi e le competenze, ma a quelli che volevano sciogliere i centri minori chiedo come avremmo affrontato l'emergenza del terremoto senza il loro lavoro, mirato a mantenere la coesione sociale in momenti cosi' difficili - ha aggiunto Realacci - I Piccoli Comuni non vanno visti come un piccolo mondo antico sulla strada del declino. Essi, invece, costituiscono una eccezionale scommessa sul futuro. E' li' che si produce circa il 90% delle Dop e delle Igt, accanto al 79% dei vini piu' pregiati. E sono "piccoli" molti dei 2.660 Comuni italiani in cui l'energia elettrica pulita prodotta supera quella consumata. Molti nostri Comuni minori sono all'avanguardia nella raccolta differenziata. La Camera dei Deputati ha votato recentemente la legge per la valorizzazione dei Piccoli Comuni e il presidente Renzi si e' impegnato ad aumentare la dotazione finanziaria che, per adesso e' di cento milioni per le aree piu' bisognose. Senza bicameralismo paritario il provvedimento sarebbe gia' legge. Non e' certo la soluzione di tutti i problemi, ma e' una proposta che ha in se' un'idea di Italia che fa leva sui suoi talenti, sulle sue comunita', sui suoi cromosomi fatti di bellezza, ricerca della qualita', di capacita' di tenere insieme tradizione e innovazione. Come intui' il presidente Ciampi che, in un messaggio alla festa nazionale dei Piccoli Comuni del 2002 scrisse: "Questi borghi, questi paesi rappresentano un presidio di civilta'. Sono parte integrate, costitutiva della nostra identita', della nostra Patria. Possono essere un luogo adatto alle iniziative di giovani imprenditori. L'informatica e le tecnologie possono favorire questo processo. Puo' diventare anche questa grande avventura un'opportunita' da cogliere'. I borghi - ha concluso Realacci - sono parte attiva di un Paese che vuole vincere la sfida del futuro. Un'Italia che fa l'Italia".
(AGI)