Referendum: Bratti (Ecodem), con sì Italia più forte su ambiente ed energia

"L’attuazione della riforma costituzionale consentirebbe al Parlamento di dare risposte più rapide ed efficaci anche in campo ambientale.

 

Basti pensare che senza la cosiddetta navetta tra le due camere non avremmo aspettato 21 anni per approvare la legge sugli ecoreati, una delle migliori in campo europeo, e 8 per la riforma delle agenzie ambientali. La legge sul consumo di suolo, la delega per il riordino della protezione civile e la legge sulle aree protette, alle quali manca una sola lettura, potrebbero essere già state approvate". Lo dice il deputato del Pd Alessandro Bratti, presidente della commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e degli ecologisti democratici.

"Altra questione – spiega Bratti - è l’attribuzione delle competenze tra Stato e Regioni. Già oggi l’ambiente è una materia di competenza statale, ma se pensiamo al ciclo dei rifiuti o a come vengono espletati i controlli ambientali in Italia, dove troviamo regioni all'avanguardia e altre in piena emergenza, è chiara la necessità di una maggiore 'centralizzazione' per garantire le stesse performance su tutto il territorio nazionale. Per quanto riguarda l’energia, materia cosiddetta 'concorrente' che ha generato in questi anni contenziosi infiniti fra Stato e Regioni, siamo uno dei pochi Paesi sviluppati che non è in grado di realizzare una pianificazione impiantistica che poi veda in tempi ragionevoli la realizzazione delle opere. Opere, si badi bene, sempre più collegate allo sviluppo delle energie rinnovabili. Non che si debbano esautorare le comunità locali, cosa assolutamente errata, ma è strettamente necessario trovare altre forme di coinvolgimento dei cittadini che non passino necessariamente per la burocrazia regionale”.

“L’Italia nei prossimi mesi – conclude Bratti - è chiamata a compiere scelte importanti per l’affermazione effettiva della green economy e per l’attuazione degli impegni presi per il contrasto ai cambiamenti climatici. La vittoria del sì al referendum contribuirebbe a rendere l’Italia un paese più moderno - conclude Bratti - capace di guardare al futuro e perfettamente in grado di accettare le sfide della globalizzazione”.