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Ambiente. Realacci: via a inizio progetto e preveda anche stop opera sia veloce per Repowering rinnovabili, no trucchetti su trivelle zombie


Valutazione di impatto ambientale "rapidissima" per il repowering (il rinnovamento delle macchine) dei campi eolici e solari; basta 'trucchetti' sulle piattaforme zombie in mare, non smantellate per esigue produzioni di idrocarburi, ma Via rapida se diventano installazioni rinnovabili o scientifiche;

collocamento della Via in una fase della procedura che permetta di intervenire sul progetto; considere di conseguenza l'ipotesi di fermare un'opera se insostenibile; forte ruolo debat public. Questi in sintesi i punti espressi da Ermete Realacci, presidente della commissione AMBIENTE della Camera, nel corso dell'audizione del ministro dell'AMBIENTE Gian Luca Galletti sul dlgs di riforma della Via, la Valutazione di impatto ambientale. "Per il repowering eolico e solare la Via sia rapidissima, perche' e' meglio procedere al rinnovamento delle macchine e permettere che l'impianto produca anziche' avviare lunghe e costose procedure e impegnare altre aree di territorio", dice Relacci. Poi ci sono "le piattaforme petrolifere, un terreno piu' delicato- prosegue- puo essere giusto se piattaforma ha un altro uso, ma va definito e vidimato nel tempo, se lo usi per pala eolica o osservatorio scientifico puo avere senso" facilitare la Via, "ma non e' questa la sede per affrontare questioni pelose" visto che "molte piattaforme simulano l'esistenza in vita perche' producono un metro cubo di gas e dovrebbero invece essere smantellate". Quindi, e' l'auspicio di Relacci, "il passaggio sulle piattaforme sia bilanciato dalla ripulitura di un trucco usato per anni" e "anche sottrazione alla Via della pratica dell'Air gun non e' convincente, visto che ogni anno va presentata la relazione al Parlamento".

"Altro tema importante e' dove collochiamo la procedura di Via- prosegue Ermete Realacci, presidente della commissione AMBIENTE- al momento del progetto esecutivo non e' convincente, visto che e' gia' deciso tutto per essere chiari". Nella procedura di Via "ci deve essere un margine di apertura, con informazioni sufficienti per svolgerla ma non che sia tutto gia' deciso- prosegue- il che deve prevedere anche la possibilita' di non fare, come prevede la normativa europea che contempla anche l'opzione zero, cioe' non fare l'opera". Si puo' anticipare la Via "con un giusto elemento sull'informazione, una cosa sensata, allora si deve tenere fortemente in conto il debat public ma anche la fase successiva, nella quale a fronte del non rispetto delle prescrizioni ci sia un procedimento aperto- conclude il presidente della commisisone AMBIENTE- perche' se si fa solo la Via nella fase preliminare e poi il procedimento non tiene conto delle prescrizioni, serve uno strumento che dia forza alla Via, quindi si deve collocarla nel punto giusto che permetta la partecipazione, l'apertura alle opzioni e la verifica successiva".

(DIRE)