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PFAS, Realacci e Bratti: “ Serve una forte collaborazione fra le istituzioni”

"La gravità e l'estensione dell'inquinamento da Pfas in Veneto, e in particolare nelle province di Vicenza Verona e Padova, richiedono una stretta e leale collaborazione tra tutte le istituzioni per essere affrontate in modo risolutivo. Non servono certo polemiche legate più a questioni di consenso per il referenudum consultivo del Veneto che alla tutela dell'ambiente e della salute. E' quanto sollecitiamo con una interrogazione ai ministri dell'Ambiente e della Salute. Con il decreto ministeriale 'Ambiente-Salute' dello scorso luglio sono stati introdotti standard precauzionali sugli Pfas affinché ogni regione possa adeguare o ridurre i parametri in base alla peculiarità del suo territorio e degli inquinanti in esso presenti. Non ci sono ancora limiti nazionali uniformi per le acque potabili come per quelle di fognatura. Rispondendo a una nostra interrogazione sulla questione, il Ministero dell'ambiente lo scorso maggio si è impegnato per assicurare acqua pulita ai cittadini veneti e per garantire il monitoraggio su tutto il territorio nazionale su entità, estensione e possibili fonti dell'inquinamento delle acque da Pfas. Impegno su cui il governo ha messo 103 milioni già disponibili, di cui 80 sbloccati proprio pochi giorni fa. Vista la complessità e serietà della situazione abbiamo chiesto ai ministri dell'Ambiente e della Salute, nell'interrogazione appena depositata, quali misure intendano assumere per fissare limiti uniformi in tutto il territorio nazionale in tema di inquinamento da Pfas. Sarebbe inoltre importante che i Ministri interrogati, d'intesa con la Regione Veneto, fornissero un quadro degli interventi in atto per l'approvvigionamento e la depurazione delle acque nelle province venete colpite. Chiediamo infine quale siano le strategie per mettere in sicurezza e/o bonificare le falde contaminate". Lo affermano congiuntamente Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, e Alessandro BRATTI, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, depositando una nuova interrogazione sull'inquinamento da Pfas. .(9Colonne)