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Referendum: occasione per una svolta nella politica ambientale.

Pubblicato da serena.alessandrelli il 18 gennaio 2011

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Contributo di Vanni Bulgarelli, direttivo nazionale Ecodem

I prossimi referendum ammessi dalla Corte Costituzionale possono costituire una importante occasione per imprimere un cambiamento nella politica ambientale del Paese, contro le scelte vecchie e incoerenti del Governo, su aspetti cruciali come la gestione dell’acqua e dei rifiuti, e l’energia nucleare. Certo, il primo problema è assicurare il superamento del quorum, che da sedici anni non viene raggiunto nelle consultazioni referendarie. Proprio questo aspetto ha motivato la scelta dell’Associazione e del PD di non partecipare direttamente ai comitati promotori, pur sostenendo la raccolta delle firme per alcuni dei quesiti.

 Il confronto di merito, se saprà superare le contrapposizioni ideologiche e fare chiarezza sulle soluzioni più utili al Paese, contribuirà a spostare consensi e a rafforzare una nuova cultura ecologista. In primo luogo bisogna ribadire che energia, servizi idrici e rifiuti sono ambiti formidabili per attuare in modo generalizzato, ovunque e non solo sporadicamente, quel forte collegamento che c’è tra politiche ambientali riformiste, qualità sociale dei servizi e sviluppo economico all’insegna della green economy.

 Sulla gestione del servizio idrico la nostra posizione è chiara: cambiare profondamente le norme volute dal governo, quindi abolizione del decreto Ronchi, che di fatto spinge alla svendita delle aziende pubbliche. Poi serve una nuova legge organica, che nel confermare l’acqua come bene comune, ridefinisca: i termini della gestione industriale dei servizi, compreso il finanziamento degli investimenti, enormi e necessari, la trasparenza negli affidamenti e l’efficienza delle gestioni, il loro rigoroso controllo pubblico e il carattere sociale delle prestazioni, nella piena attuazione della direttiva comunitaria per la tutela della risorsa. Questo a prescindere dalla natura e dall’assetto societario dei gestori. Purtroppo resta ancora troppo defilato il tema non meno rilevante, anzi, della gestione dei rifiuti, sempre contenuto nelle norme del Governo, che richiede al pari dell’acqua, un quadro normativo chiaro e innovativo, per costruire davvero una comunità economica e sociale del riciclo e del recupero.

 Anche sui progetti per l’energia nucleare proposti dal Governo, contro i quali ci siamo ripetutamente pronunciati, il referendum può consentire di fare chiarezza sulle vere politiche energetiche di cui il Paese ha bisogno. In primo luogo efficienza nei consumi, contenimento dei costi per famiglie e imprese, mentre l’energia nucleare costerebbe di più, e sviluppo delle fonti rinnovabili, non solo fotovoltaico. In Italia è possibile risparmiare circa il 30% dell’energia che oggi consumiamo, soprattutto termica. L’efficienza energetica del “sistema Paese”, nelle case, nelle imprese, nelle città può essere parte di una nuova politica economica e industriale. Il Governo è stato costretto a fare marcia indietro sul taglio delle agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie a fini energetici. Ciò di mostra che il fronte è ampio e può esserlo ancora di più per imporre una svolta.

 Proporremo nel confronto referendario ai cittadini, alle forze economiche e sociali, e agli interlocutori politici una discussione in positivo, per innovare e migliorare le politiche ambientali del Paese e promuovere ulteriori sviluppi, valorizzando le positive esperienze condotte in tante parti d’Italia e d’Europa.

 Vanni Bulgarelli, direttivo nazionale Ecodem