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EDO RONCHI RISPONDE ALL’ATTACCO DI MARIO PIRANI SUGLI INCENTIVI PER SOLARE ED EOLICO

Pubblicato da il 15 febbraio 2011

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Mario Pirani, in un recente articolo su Repubblica, plaude alla revisione degli incentivi sulle rinnovabili, proposta da Tremonti in un provvedimento all’esame del Parlamento.

Aggiungendo che non solo è sacrosanta questa revisione, ma che i referenti delle lobby delle rinnovabili, “mafiosi e no”, stanno scatenando una corsa alle nuove installazioni e che contro questa”scorribanda” si sarebbero mobilitate le “principali associazioni ambientaliste”.

In generale l’articolo è diretto contro “le truffe che, grazie agli incentivi eccessivi, si accompagnano al proliferare degli impianti eolici, sia contro le devastazioni del paesaggio agricolo in seguito alla messa in opera su troppe vaste estensioni di terreno di pannelli fotovoltaici”.

In effetti se il citato provvedimento fosse approvato nel suo testo originale, tagliando di colpo del 30 per cento gli incentivi per l’eolico e vietando gli impianti solari consistenti in qualunque area classificata agricola, comprese quelle molto estese dove ormai non si coltiva più nulla e di nessun particolare pregio naturalistico, e limitando fortemente anche quelli piccoli in tali aree, si otterrebbe il bel risultato di stroncare lo sviluppo, in atto anche in Italia come nei principali altri Paesi del mondo, delle nuove fonti rinnovabili.

Il WWF, Legambiente e Greenpeace che rappresentando in Italia oltre il 90 per cento degli iscritti, sono “le principali associazioni ambientaliste”, hanno tenuto il 14 maggio, in una sala del Senato, una conferenza stampa, dove ero presente, dove hanno presentato delle proposte di emendamenti proprio su quel provvedimento, chiedendo, in difesa dello sviluppo delle rinnovabili indispensabili per contrastare la crisi ambientale più grave della nostra epoca, di ridurre il taglio degli incentivi al 15 per cento e di non vietare per legge gli impianti solari a terra in tutte le aree agricole, ma solo nelle aree agricole dove si realizzano produzioni strategiche, attuando le linee guida recentemente introdotte, nel rispetto delle valutazioni ambientali e di incidenza previste dalle normative ambientali e paesistiche vigenti, affidando l’attuazione di tale indirizzo alle Regioni.

Aggiungo che tale posizione, condivisa dal sottoscritto, è stata espressamente apprezzata anche da esponenti di associazioni dei produttori di rinnovabili presenti.

Chi si oppone in maniera così virulenta, addirittura in nome dell’ambiente, ad uno sviluppo consistente delle fonti energetiche più pulite e rinnovabili,come il solare e l’eolico, ha il dovere di indicare le alternative praticabili e disponibili a minore impatto. Altrimenti siamo alle solite: no anche all’impianto di compostaggio perché non mi piace,poi abbiamo i rifiuti per strada,no alla tranvia e alla metropolitana,poi il centro si intasa di auto.

Per mitigare la crisi climatica, tagliando le emissioni di gas di serra,in tutto il mondo si punta su una forte crescita della produzione di elettricità da fonti rinnovabili. Tale crescita è trainata da due fonti in maggiore crescita : il solare e l’eolico.

Chi afferma il contrario o è disinformato o racconta fesserie. Sono previsti in Europa obiettivi obbligatori, fissati da una Direttiva, di sviluppo delle rinnovabili al 2020 e le trattative internazionali in corso prevedono ulteriori e più drastici tagli di emissioni di gas di serra anche successivamente, al fine di contenere le variazioni di temperatura globale nei 2 gradi centigradi. In Italia con l’eolico nel 2010 sono stati prodotti 8,3 miliardi di chilowattora,con il solare 1,6 miliardi , con una consistente crescita rispetto all’anno precedente. Per attuare la direttiva europea dovremo produrre oltre 20 miliardi di chilowattora da eolico e circa 11 miliardi da solare,secondo il Piano presentato lo scorso anno: quindi moltiplicare per 2,4 gli impianti eolici e per 6,8 quelli solari.

Leggo che la mafia investe anche nei ristoranti. Mi aspetto quindi un prossimo articolo di Pirani che attacchi la lobby dei ristoratori e chieda la chiusura dei ristoranti.

Edo Ronchi