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POLITICHE EFFICIENTI SUI RIFIUTI PER PROMUOVERE LA GREEN ECONOMY E CONTRASTARE LE ECOMAFIE

Pubblicato da il 22 aprile 2011

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Le politiche per un efficiente ciclo dei rifiuti come pilastro della green economy e per ostacolare le ecomafie, in relazione ai cicli produttivi e alle buone pratiche italiane. E’ questo il senso del seminario nazionale “- riufiuti + impresa = lavoro”, organizzato dal Forum Ambiente PD e dagli Ecologisti Democratici a Catania  il 18 aprile scorso, una grande realtà del mezzogiorno, dove la raccolta differenziata è sotto al 6 per cento, per lanciare forte e chiaro il messaggio che la questione di rifiuti da problema può diventare una grande opportunità scommettendo su una nuova politica industriale per il Sud e per il paese, partendo proprio da questa crisi di sistema che impone di guardare tutto con occhi nuovi.

“E’ necessario avviare politiche e iniziative chiaramente indirizzate al riposizionamento del sistema produttivo in favore della green economy – ha dichiarato Gigi Bellassai presidente regionale Ecodem Sicilia introducendo la sessione  “da una politica industriale dei rifiuti opportunità da non perdere”  –  coniugando la possibilità di rendere sostenibili le filiere più mature e nel contempo garantire lo sviluppo di filiere produttive innovative e ricche di opportunità economiche e occupazionali come quelle del riciclo di materia proveniente dai rifiuti. Perché il terreno dell’innovazione ecologica è quello su cui si giocherà nei prossimo anni la partita dello sviluppo del mezzogiorno.”.

“Il PD dovrà essere capace di sostenere lo sviluppo delle imprese in questo settore – ha spiegato Sergio Gentili coordinatore del Forum ambiente concludendo la sessione “I cicli produttivi e le buone pratiche italiane” - mettendo in campo un’iniziativa che garantisca governance, controlli, e lo sviluppo di distretti del riciclo anche attraverso incentivi e sostegno economico pubblico al mercato”.

E’ anche una sfida per l’occupazione come ha sostenuto Laura Puppato, presidente nazionale del forum ambiente, secondo la quale: ” Diecimila tonnellate di rifiuti possono produrre fino a 250 posti di lavoro”.

Fabrizio Vigni, presidente nazionale Ecodem, ha invece posto l’accento sulla forte connessione che le imprese del riciclo hanno con quelle che operano nel campo delle rinnovabili in termini di possibilità di crescita e sviluppo, mentre Edo Ronchi ha spiegato la necessità per la Sicilia di applicare la normativa europea 2008/98CE che stabilisce la gerarchia nella gestione dei rifiuti: ridurre, riutilizzare, riciclare, recuperare energia e quindi smaltire, uscendo dalla logica sbagliata di prediligere lo smaltimento in discarica. Alessandro Bratti, componente la commissione sul ecomafie, ha invece posto l’accento sul fatto che nel Sud bisogna puntare sulle forze sane che già ci sono, uscendo velocemente dalla condizione di commissariamento delle realtà meridionali che ha prodotto disastri ovunque.

Per Stella Bianchi, responsabile ambiente della segreteria nazionale, a cui sono state affidate le conclusioni: “buoni risultati si possono ottenere anche in regioni difficili e l’impegno del PD a tutti i livelli e sostenere questa difficile fase di transizione per garantire anche al mezzogiorno performance efficaci e l’avvio  anche qui di un sistema industriale collegato alla filiera dei rifiuti”.

In rappresentanza delle imprese nelle sessione coordinata da Dario Esposito sono intervenuti fra gli altri Barbara Barbarisi per Montello, Piero Capodieci rappresentante di CONAI, Paolo Contò Consorzio Privula, Luciano Morelli, reponsabile confindustria Campania, Alessandro Signorini di Revet e inoltre hanno dato il loro contributo il segretario provinciale Luca Spataro, il presidente regionale di Legambiente Mimmo Fontana, il parlamentare Giuseppe Berretta, la consigliera regionale Concetta Raia, i docenti Paolo Guarnaccia, e Aurelio Angelini oltre a il presidente Ecodem di Catania Ennio Costanzo.

Il programma del seminario