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Cenni (pd) “Il Paese non potrà crescere senza un’agricoltura che si rinnova”

Pubblicato da il 16 febbraio 2012

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“L’agricoltura del nostro Paese soffre da tempo di bassa redditività, di difficoltà organizzative, del peso che gli eventi atmosferici, le oscillazioni dei prezzi e le speculazioni producono nel settore. Quattro Ministri cambiati in 4 anni non hanno certo aiutato la causa, e la pesantezza dell’Imu sul settore nemmeno. Adesso, in occasione del decreto liberalizzazioni e del decreto semplificazione, si rende necessario lavorare per alcuni cambiamenti significativi, che possano supportare un comparto così importante per il nostro paese. Non ci sarà modernizzazione, non ci sarà presidio territoriale, non ci sarà tutela ambientale senza la presenza degli agricoltori”. Con queste parole l’onorevole Susanna Cenni, parlamentare toscana del Partito democratico, commenta gli articoli 62 e 66 del decreto liberalizzazioni presentato dal Governo Monti.

 

“L’articolo 62 - continua Cenni - introduce per la prima volta nel nostro Paese l’obbligo di dati e tempi certi per la compravendita di prodotti agricoli e pagamenti, questione fondamentale per la sopravivenza delle piccole imprese agricole. Le novità contenute nell’articolo 62, anche se non sono risolutive di tutti i problemi del comparto, rappresentano comunque un segnale molto importante, che dobbiamo sostenere e salvaguardare, soprattutto per tutelare le piccole imprese agricole. Altri Paesi europei hanno legiferato in materia di contratti e tempi di pagamento e in Italia il Pd ha presentato già da diversi mesi sue proposte di legge in materia. Introdurre elementi di maggiore garanzia e trasparenza non potrà che fare bene all’intera filiera, contribuirà a isolare azioni e infiltrazioni distorsive e  migliorerà l’organizzazione e la strutturazione della filiera. Il Partito democratico ha scelto di essere dalla parte della tutela dell’intero settore, per questa ragione è impegnato alla Camera nel promuovere ogni utile iniziativa tesa ad attenuare e modificare le ricadute dell’Imu sulle imprese agricole”.

 

“Altrettanto rilevante - continua la parlamentare toscana - è l’articolo 66, che regola il tema della vendita dei terreni demaniali, dando la priorità ai giovani agricoltori. Sappiamo bene che presenza di giovani in agricoltura è bassissima, e l’accesso difficile  alla terra rappresenta una delle ragioni di questa assenza. Ci permettiamo pero di avere qualche riserva sulla reale possibilità per molti under 40 di poter acquistare terreni. Per questa ragione, al Senato si sta lavorando per modificare le disposizioni dell’articolo 66. Si tratta di modifiche importanti che ipotizzano anche la formula dell’affitto e quindi non solo della vendita, e che provano a richiamare un importante lavoro già avviato al Senato con proposte di legge (Bertuzzi), e in alcune regioni con la costruzione di Banche della Terra, che intervengono sull’insieme delle difficoltà. Il testo dell’articolo 66 è già innovativo rispetto a quanto previsto dalla Manovra finanziaria, perché porta a 20 anni il vincolo di destinante urbanistica per i terreni, originariamente fissato a 5 anni. Affiancare a queste novità anche la possibilità di affitto e di estendere le misure, oltre che alle terre demaniali, anche a tutte le terre di proprietà degli enti pubblici nazionali, potrà contribuire a favorire l’incontro tra domanda e offerta di terre da parte dei giovani. Sono piccoli segnali – conclude Cenni – ma sono fondamentali per cominciare davvero a dare il segno della discontinuità”.