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E. Realacci: BOZZA disegno di legge per la rottamazione del petrolio

BOZZA


DISEGNO DI LEGGE

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"Prime misure per la riduzione della dipendenza energetica dal petrolio e la riduzione delle emissioni di CO2. Delega al Governo per il coordinamento e la semplificazione delle disposizioni in materia di risparmio energetico e uso delle fonti rinnovabili"

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Il continuo aumento del prezzo del petrolio, la necessità di mettersi al riparo dai rischi di approvvigionamento, insieme alla sfida assolutamente inedita posta all’umanità dai mutamenti climatici prodotti dall’uomo, impongono un cambiamento radicale delle politiche nazionali, che devono assumere gli interventi in materia di cambiamenti climatici come un « pilastro » degli indirizzi politici generali

Misure, dunque, che devono pervadere qualsiasi azione politica e in primo luogo la stessa economia del Paese: una politica economico- energetica stabile e di lungo periodo, oltre che robusta e strutturata, capace di dare risposte positive alla necessità di combattere i cambiamenti climatici e, al tempo stesso, di gestire in modo eco-efficiente – e a prezzi adeguati – le risorse energetiche.

Una grande sfida di fronte a noi che si affronta con la ricerca, l’innovazione, la conoscenza, la visione del futuro, gli stili di vita e – naturalmente – le scelte politiche di ampio respiro che tutto ciò comporta.

Fronteggiare questi fenomeni, peraltro, non è solo un problema. Abbiamo di fronte una enorme opportunità , che può aprire prospettive nuove per l’intero «sistema Paese ». Partendo dagli obiettivi e dai vincoli in materia di politiche energetiche e climatiche, una risposta coraggiosa e lungimirante alla sfida in atto comporta: un fortissimo incremento di ricerca e sviluppo, una rapida penetrazione del mercato per prodotti nuovi ed efficienti, processi produttivi innovativi, importanti ricadute sul commercio estero e sull’esportazione di processi e prodotti eco-efficienti, nuove concezioni del traffico e del trasporto, innovazione spinta nell’edilizia, molti nuovi posti di lavoro, ed altro.

Nel programma presentato dal Partito Democratico, questa linea viene espressa con chiarezza nel capitolo dedicato all’ambientalismo del fare, dove si propone energia pulita, più abbondante, meno cara.

Numerosi studi dimostrano, inoltre, che investire su efficienza e risparmio energetico, incentivare il ricorso alle fonti rinnovabili, oltre che produrre benefici ambientali, ha ricadute positive anche per le tasche dei cittadini. Nel contesto degli alti prezzi dell’energia, destinato a durare nel tempo, le azioni per innalzare l’efficienza di uso dell’energia, infatti, sono le più vantaggiose per le famiglie oltre che per il paese nel suo insieme.

Un rapporto dell'Efficiency Research Group del Politecnico di Milano, per esempio, stima che l'Italia investendo in efficienza si troverebbe in tasca al 2020 65 miliardi in più: da oggi per allora, infatti, produrre un chilowattora in più rispetto ai consumi attuali costerebbe almeno il 10% in più delle somme da investire in efficienza per consumare un chilowattora in meno. Il rapporto valuta in oltre 100 terawattora il risparmio possibile, pari ad un quarto di tutta l'energia che consumeremmo nel 2020 se i consumi continuassero a crescere al ritmo di oggi (circa il 2% l'anno). Di questi, oltre 10 terawattora (pari ad oltre 6 miliardi di euro) si possono risparmiare sui consumi domestici, dunque sui consumi domestici, incentivando il passaggio a sistemi di illuminazione più efficienti, la diffusione di elettrodomestici a più alto rendimento e in particolare di lavatrici e lavastoviglie a doppia presa d'acqua (che cioè utilizzino l'acqua calda dell'impianto termico invece di riscaldare l'acqua elettricamente).

Utilizzando gli incentivi del conto energia, una famiglia che scelga di installare un impianto fotovoltaico non deve sborsare un euro: per un periodo variabile (a seconda della posizione geo-climatica dell'abitazione) da 6 a 9,5 anni paga per finanziare l'intervento una rata annuale analoga al costo attuale della bolletta elettrica, dopo di che comincia a risparmiare tra 500 e 700 euro l'anno. Ciò significa che comincia a risparmiare ben prima che in Italia possa entrare in funzione anche una sola nuova centrale nucleare, e incomparabilmente di più di quanto sarebbe il risparmio sulle bollette elettriche derivante da un eventuale apertura di dieci centrali nucleari.

In particolare le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica dell’edilizia, che nel nostro Disegno di Legge proponiamo di rendere permanenti, consentono risparmi energetici e monetari molto significativi.

Considerando un appartamento medio, i risparmi ottenibili variano in relazione al contesto climatico ed abitativo ma possono essere rappresentati dai valori che seguono:

            Intervento                                          €/anno

Isolamento termico delle pareti esterne:   200 - 300

Riduzione delle dispersioni delle finestre:            250 - 450

Pannelli solari termici                                             30 - 180

Caldaia a condensazione                          70 - 450

Non è detto che in uno specifico edificio si riescano ad effettuare tutti gli interventi sopra descritti, ma ragionevolmente si possono ottenere risparmi di 500-1000 €/anno.

A questi si possono aggiungere significativi risparmi ottenibili dalla sostituzione di elettrodomestici desueti e delle lampadine a incandescenza.

I tempi di ritorno degli investimenti, considerando gli incentivi, sono pari a 3-5 anni considerando un mix degli interventi sopra descritti.

In termini di emissioni, questi interventi comportano la riduzione di 0,8-1,5 tonnellate annue di anidride carbonica.

Nel caso di acquisto dei frigoriferi di classe A+ o A++ il risparmio medio è di 60 €/anno.

E’ evidente il vantaggio diretto di queste misure, oltre che per i cittadini, anche per il paese grazie all’emersione del lavoro sommerso e alla riduzione delle importazioni di metano.

Nel Disegno di Legge si considerano anche gli Enti pubblici (che non possono utilizzare direttamente delle detrazioni fiscali) grazie ad un fondo di rotazione per l’efficienza energetica di 100 milioni €/anno. Questo fondo consentirebbe un’opera di riqualificazione del parco edilizio delle Amministrazioni centrali e locali generalmente molto carente dal punto di vista delle prestazioni energetiche.

Le azioni che vengono proposte nel presente disegno di legge prevedono di:

a) accelerare la transizione da settori, processi e prodotti energy intensive a settori, processi e prodotti energy saving;

b) spostare risorse dal consumo immediato all'investimento, in particolare all'investimento che ha il più lungo orizzonte temporale, quello in ricerca e sviluppo;

c) incoraggiare l'abbandono di stili di vita consumistici fino alla dissipazione, a favore di stili di vita attenti alla eco-compatibilità dei comportamenti individuali.

In questo senso, va sostenuta la sperimentazione di particolari incentivi di mercato, volti a ridurre le emissioni di CO2.

L'Italia sia il Paese del sole anche in fatto di energia, diventando entro i prossimi cinque anni leader in Europa nell'energia solare per usi termici. L'obiettivo è di rendere permanente l'incentivo previsto dalla legge Finanziaria 2008 per l'installazione di pannelli solari termici in tutte le case di abitazione,anche al fine di favorire la nascita di imprese di produzione, installazione e manutenzione dei pannelli solari. Le misure a favore delle energie rinnovabili e per l'efficienza energetica devono avere durata pluriennale certa e fondarsi sempre più sulla leva fiscale, al fine di mobilizzare al massimo le risorse private disponibili. Per l’Italia, produrre il 20% di energia con il sole e con il vento, significa risparmiare miliardi di euro sulle importazioni di petrolio. La nostra proposta è quella di un piano per realizzare in dieci anni la trasformazione delle fonti principali di riscaldamento degli edifici, privati e pubblici, in modo da creare al tempo stesso un gigantesco risparmio energetico e un grande volano di crescita economica.

Del resto, che questa sia un’impostazione coerente con le più avanzate politiche di contrasto al riscaldamento globale e di risparmio energetico è confermato da quanto proposto dall’Unione europea, con i famosi obiettivi 20-20-20: ovvero il raggiungimento del 20 per cento dei consumi energetici da fonti rinnovabili, il miglioramento del 20 per cento dell'efficienza e un taglio del 20 per cento nelle emissioni di anidride carbonica, traguardi da raggiungere tutti entro la data del 2020.

Anche se guardiamo ad alcune delle esperienza di governo dei principali paesi europei, vediamo come, ad esempio, in Germania nel dicembre scorso si sia avviato un pacchetto di misure, cui si destina uno stanziamento complessivo di 3,3 miliardi di euro, per il raggiungimento di obiettivi decisamente ambiziosi: riduzione delle emissioni di gas serra del 40 per cento entro il 2020; ridurre le importazioni di materie prime come petrolio e gas; incrementare l’occupazione con la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili.

Anche il Governo inglese si è dato con Climate Change Bill, nello scorso novembre, l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 nell’atmosfera nella misura di almeno il 60 per cento, rispetto al livello registrato nel 1990, entro il 2050.

Per recuperare il ritardo accumulato dall’Italia, addirittura aggravatosi durante gli anni del Governo Berlusconi, nella riduzione dei gas serra, così come previsto dal Protocollo di Kyoto, nel corso della Legislatura appena conclusasi, molte sono state le misure varate in favore di una razionalizzazione e liberalizzazione  della produzione e distribuzione delle fonti energetiche, così come di incentivazione delle fonti rinnovabili e di comportamenti volti al risparmio energetico.

In estrema sintesi, si riportano le principali misure varate nel corso dei mesi del governo di centro sinistra:

Energia alternativa per le case

- Detrazioni fino a 100.000 euro per le spese di riqualificazione energetica degli edifici e fino a 60.000 euro per interventi per pavimenti, finestre e infissi.

- Detrazioni fino a 60.000 per l’installazione di pannelli solari per usi domestici o industriali e fino a 30.000 euro per la sostituzione di impianti di riscaldamento con caldaie a condensazione.

- Il permesso di costruire nuovi edifici è subordinato all’installazione di pannelli fotovoltaici.

- Incentivi per frigoriferi a basso consumo

- Detrazione fino a 200 euro per apparecchio se si sostituiscono vecchi frigoriferi e congelatori con altri di classe energetica non inferiore ad A+.

- Un’ulteriore deduzione del 36% dei costi dal reddito d’impresa per la sostituzione dell’illuminazione normale con altra ad alta efficienza energetica.

 

Alla luce di quanto già varato e delle finalità richiamate dagli obiettivi indicati dall’Unione europea,  il presente disegno di legge si articola in complesso di misure  volte al conseguimento delle compatibilità ambientali previste entro il 2020 attraverso il pieno coinvolgimento dei territori e di tutte le categorie interessate (Articolo 1).

In particolare si è previsto (Articolo 2) di rendere permanente il meccanismo di incentivazione fiscale, tramite detrazione, a favore degli investimenti sostenuti dai privati cittadini per l’istallazione di pannelli solari termici, superando l’attuale, relativa incertezza determinata dalla presenza o meno di dette misure nelle manovre finanziarie di fine anno. Allo stesso si ritenuto necessario prevedere che le spese sostenute da enti pubblici al fine di sostituire gli impianti e le apparecchiature per il riscaldamento degli edifici che utilizzano combustibili fossili, con impianti e apparecchiature ad energia solare.

Un importante insieme di misure è indirizzato alle amministrazioni pubblici (Articolo 3) al fine di renderli partecipi dello sforzo per la riduzione dei consumi energetici, nonché per semplificare le procedure necessarie per l’adozione degli impianti rispondenti agli obiettivi della presente legge. In particolare, si è previsto di rivedere la disciplina che regola l’adozione dei regolamenti edilizi comunali. Le amministrazioni dovranno inoltre prevedere la realizzazione di sistemi di illuminazione pubblica secondo tecnologie e metodiche che assicurino risparmio energetico, utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e di limitazione dell’inquinamento luminoso. Sempre in materia di semplificazioni amministrative si dispone che i piccoli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di taglia siano soggetti esclusivamente alla denuncia di inizio attività.

Si istituisce un Fondo per l’efficienza energetica (Articolo 4), con lo stanziamento di 100 milioni di euro all’anno per cinque anni, cui possano accedere gli enti pubblici, in forma singola o associata, per progetti di risparmio e di efficienza energetica. Con gli articoli 5 e 6 si affronta il tema dei trasporti e del suo impatto sui consumi energetici e le emissioni di gas serra, favorendo specifici aggiornamenti del Piano generale dei trasporti finalizzati a:

        a) ridurre le emissioni di gas serra e le emissioni inquinanti, in particolare nelle aree urbane;

        b) promuovere il riequilibrio modale favorendo il trasporto su ferro, il cabotaggio, il trasporto collettivo e la mobilità ciclo-pedonale e la sua integrazione coi trasporti collettivi. In tal senso si avanza l’innovativa proposta del ticket transport, buoni di trasporto per l’acquisto, esclusivamente per il tragitto casa-lavoro, di titoli di viaggio dei servizi di trasporto collettivo e di mezzi pubblici.

        c) decongestionare il traffico nei centri urbani;

        d) assicurare una migliore mobilità sul territorio nazionale e i collegamenti internazionali, con interventi coerenti ed integrati negli ammodernamenti e nelle nuove realizzazioni di infrastrutture e nella loro gestione.

         e) ridurre la dipendenza del nostro paese dalle fonti non rinnovabili, con particolare attenzione alla riduzione del  petrolio.

In coerenza con tali obiettivi, i piani e i programmi per la mobilità regionale e locale si dovranno conformare, mentre uno specifico sforzo finanziario è finalizzato a incentivare l’acquisto di autobus pubblici a metano e per promuovere il trasporto collettivo sul ferro nel trasporto locale e urbano (300 milioni di euro all’anno per cinque anni) e per l'avvio del piano "1000 treni pendolari" (300 milioni di euro all'anno per cinque anni), più specifiche misure per favorire la diffusione dei biocarburanti e potenziare la rete di distribuzione del metano e del gpl per autotrazione.

Una particolare attenzione è dedicata dall’articolo 7 al tema dell’informazione dei consumatori e utenti attraverso il sistema di fatturazione dei consumi elettrici e di gas anche al fine di favorire comportamenti virtuosi da parte dei cittadini. Parimenti, si prevede che nell’ambito del sistema scolastico si attivino, nel rispetto del principio dell’autonomia didattica, forme di  conoscenza da parte delle nuove generazioni di comportamenti rispettosi dell’ambiente, del risparmio energetico e dell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili,  dell’uso del suolo e difesa del territorio, dell’uso razionale delle risorse naturali ed in particolare dell’acqua.

Infine, alla luce delle molteplici misure già adottate in un complesso di leggi, che non sempre assicurano il dovuto coordinamento e la dovuta semplicità applicativa, si è prevista una delega legislativa volta proprio alla redazione di un testo unico di tutte le disposizioni dedicate al risparmio energetico e alla diffusione delle fonti rinnovabili, anche al fine di rendere più omogenee e semplici le procedure amministrative dedicate a tale comparto, problema, quest'ultimo, che da più parti viene segnalato come uno dei principali ostacoli alla piena diffusione di tali tecnologie e comportamenti.


DISEGNO DI LEGGE

Articolo 1

(Finalità)

1. La presente legge ha la finalità di ridurre la dipendenza dal petrolio per rendere più moderno e competitivo il sistema economico e per conseguire la riduzione delle emissioni di gas di serra, in applicazione del Protocollo di Kyoto e degli obiettivi al 2020.

2. Lo Stato, in collaborazione con le regioni e il sistema delle autonomie, fissa le linee guida e gli obiettivi temporali intermedi, anche ripartiti per aree territoriali, per il conseguimento delle finalità di cui al comma 1, prevedendo altresì le relative sanzioni di carattere finanziario in caso inadempimento.

3. Il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, invia annualmente una relazione, allegata al documento di programmazione economica e finanziaria, sullo stato di conseguimento degli obiettivi di cui al comma 1, sulle risorse finanziarie impegnate, sulle modalità seguite per conseguimento di detti obiettivi, nonché sull’attuazione della presente legge.

 

Articolo 2

(Detrazioni fiscali e misure di incentivazione per il solare termico)

1. All’articolo 15 del Testo unico delle imposte sui redditi, di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dopo il comma 3, aggiungere il seguente:
“3-bis. Dall'imposta lorda si detrae un importo pari al 55 per cento dei seguenti oneri sostenuti dal contribuente:

a) le spese documentate relative ad interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi, spetta una detrazione dall'imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro;

a) le spese documentate relative all'installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università, spetta una detrazione dall'imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro.

2. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono determinati, con apposita tabella, i requisiti tecnici di trasmittanza termica U, espressa in W/m2K relative alle strutture opache, ai fini dell’ammissione alla detrazioni fiscali di cui al comma 1.

3. Le spese sostenute da enti pubblici al fine di sostituire gli impianti e le apparecchiature per il riscaldamento degli edifici che utilizzano combustibili fossili, con impianti e apparecchiature ad energia solare, sono escluse da Patto di stabilità e possono accedere ai contributi erogati dal Fondo di cui all'articolo 4.

4. Dal 1 gennaio 2018 è vietato utilizzare sistemi di riscaldamento alimentati a olio combustibile

Articolo 3

(Misure per gli Enti pubblici)

1. All’articolo 4 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni, dopo il comma 1-bis, aggiungere il seguente:

“1-ter. A decorrere dal 1° gennaio 2009, nel regolamento di cui al comma, ai fini del rilascio del permesso di costruire, deve essere prevista, per gli edifici di nuova costruzione, l’installazione di impianti e apparecchiature ad energia solare per la produzione di acqua calda sanitaria. L'autorizzazione all’istallazione avviene attraverso la semplice comunicazione,  fatti salvi eventuali vincoli in materia paesaggistica di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.”.

2. Gli Enti pubblici che non adottino quanto previsto al comma 1 non potranno accedere ad alcun meccanismo di incentivazione nazionale;

3. A decorrere dal 1° gennaio 2009, gli impianti di illuminazione pubblica sono realizzati attraverso il ricorso alle tecnologie e metodiche più avanzate in materia di risparmio energetico, utilizzo di fonti energetiche rinnovabili e di limitazione dell’inquinamento luminoso.

4. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e, per quanto concerne la compatibilità architettonica, con il Ministro dei beni e le attività culturali, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono individuate le caratteristiche tecniche degli impianti di cui al comma 4.

5. A partire dal 1 gennaio 2009 gli enti pubblici devono prevedere una riduzione degli oneri di urbanizzazione per nuovi edifici dotati di tecniche di climatizzazione passiva e riduzione dei consumi energetici rispetto ai livelli obbligatori stabiliti dal dlgs 311/06 e successivi aggiornamenti.

6. Gli impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili di taglia inferiore ad 1 MW sono soggetti esclusivamente alla denuncia di inizio attività.

Articolo 4

(Fondo di rotazione per l’efficienza energetica)

1. È istituito presso il Ministero dello sviluppo economico, che ne regola l’impiego, il fondo di rotazione per l’efficienza energetica, di seguito denominato «fondo», con lo stanziamento di 100 milioni di euro all’anno per cinque anni a valere sulla componente A3;

2. Gli enti pubblici, in forma singola o associata, possono partecipare a bandi di gara ad evidenza pubblica per progetti di risparmio e di efficienza energetica, assistiti dal fondo di rotazione di cui al comma 1, entro i limiti delle disponibilità annue stabilite nel medesimo comma 1.

3. L’Autorità per l’energia elettrica il gas, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, emana i criteri per l’idoneità dei soggetti pubblici che possono partecipare ai bandi di gara di cui al comma  1

4. I progetti che accedono alle risorse di cui al comma 1 non possono accedere  al sistema dei certificati bianchi.

5. Per la gestione del fondo il Ministero dello Sviluppo Economico può avvalersi dell’Agenzia Nazionale per l’Energia.

Articolo 5

(Aggiornamento degli strumenti di programmazione dei trasporti e della logistica)

1. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con le regioni, sentito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, realizzano un aggiornamento del Piano generale dei trasporti e della logistica, di seguito denominato "piano", di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 14 marzo 2001, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 163 del 16 luglio 2001, che costituisce il quadro di riferimento e di indirizzo delle politiche di settore.

2. L’aggiornamento del piano persegue i seguenti obiettivi generali:

        a) ridurre le emissioni di gas serra e le emissioni inquinanti, in particolare nelle aree urbane;

        b) promuovere il riequilibrio modale favorendo il trasporto su ferro, il cabotaggio, il trasporto collettivo e la mobilità ciclo-pedonale e la sua integrazione coi trasporti collettivi;

        c) decongestionare il traffico nei centri urbani;

        d) assicurare una migliore mobilità sul territorio nazionale e i collegamenti internazionali, con interventi coerenti ed integrati negli ammodernamenti e nelle nuove realizzazioni di infrastrutture e nella loro gestione.

         e) ridurre la dipendenza del nostro paese dalle fonti non rinnovabili, con particolare attenzione alla riduzione del  petrolio.

3. Il piano è relativo a dieci anni, è aggiornato ogni tre anni con le medesime procedure di cui al comma 1, individua priorità, obiettivi, risorse e strumenti attuativi.

4. La programmazione e la progettazione delle infrastrutture della mobilità, per le opere non ancora avviate e per tutte le nuove opere, è sottoposta dall’autorità pubblica competente per le valutazioni ambientali anche ad una valutazione di coerenza con il piano.

5. Al fine di superare le continue emergenze relative all’inquinamento dell’aria nelle aree urbane, ridurre la dipendenza da petrolio, le emissioni di gas serra e la congestione del traffico, le regioni e gli enti locali, secondo le rispettive competenze, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presene legge, provvedono ad aggiornare piani e programmi per la mobilità sulla base delle indicazioni fornite dall’aggiornamento di cui al comma 1.

Articolo 6

(Mobilità sostenibile)

1. Al fine di incentivare l’acquisto di autobus pubblici a metano e per promuovere il trasporto collettivo sul ferro nel trasporto locale e urbano il fondo di cui all’articolo 1, comma 1031, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 è incrementato di 300 milioni di euro all’anno per cinque anni.

2. Al fine di incentivare l'avvio del piano "1000 treni pendolari" sono stanziati 300 milioni di euro all'anno per cinque anni.

3. Le modalità di utilizzo e l’entità delle ripartizioni dell’incentivo di cui ai comma 1 e 2 sono fissate, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dei trasporti, che provvede anche al trasferimento delle somme ai soggetti aventi diritto.
4. Per progetti innovativi di mobilità urbana che comportino anche risparmi di energia primaria e la diffusione di tecnologie e modalità gestionali per la mobilità sostenibile, presentati dai comuni a decorrere dal 1º gennaio 2009, è stanziata la somma di  80 milioni di euro all’anno per cinque anni.

5. Il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con proprio decreto, stabilisce le caratteristiche dei progetti e le tipologie di innovazione tecnologica, di cui al comma 4, nonché le modalità di utilizzo e l’entità delle ripartizioni del finanziamento pubblico, e provvede alla selezione dei progetti e all’erogazione dei finanziamenti.

6. Al comma 2, lettera d), dell’articolo 51 del decreto del Presidente della Repubblica, del 22 dicembre 1986, recante approvazione del testo unico delle imposte dirette, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "...e l’erogazione, da parte dei datori di lavoro ai propri dipendenti, di voucher, ticket o buoni di trasporto per l’acquisto, esclusivamente per il tragitto casa-lavoro, di titoli di viaggio dei servizi di trasporto collettivo e di mezzi pubblici...".

7. Gli enti locali prelevano annualmente dai concessionari di spazi pubblicitari nel territorio comunale una percentuale pari ad almeno il 2% del valore della concessione e la destinano ad interventi di mobilità sostenibile dando priorità alla mobilità ciclistica (bike sharing, piste ciclabili, etc.).

8. A decorrere dal 1° gennaio 2009 i soggetti che immettono in consumo benzina e gasolio, prodotti a partire da fonti primarie non rinnovabili e destinati ad essere impiegati per autotrazione, hanno l'obbligo di immettere una quota di biocarburanti pari al 4,%.

9. Il Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare d’Intesa con le Regioni definisce un Piano  nazionale di promozione della filiera nazionale dei biocombstibili;

10. Le Regioni definiscono un piano per il potenziamento delle reti di distribuzione del metano e del gpl per autotrazione sul proprio territorio.

Articolo 7

(Informazione e formazione)

1. Nel rispetto delle norme vigenti in materia di tutela dei dati personali e sensibili, i distributori comunicano annualmente all’Autorità per l’energia elettrica e il gas informazioni statistiche aggregate sui consumi energetici dei loro clienti finali, fornendo in particolare i dati annuali sul consumo dell’utenza finale, comprensivi dei profili di carico, della segmentazione della clientela e della sua ubicazione geografica.

2. L’Autorità per l’energia elettrica e il gas adotta le disposizioni per assicurare che le fatturazioni del consumo energetico effettuate dagli esercenti contengano, in modo chiaro e comprensibile, anche le seguenti informazioni:

        a)  prezzi correnti effettivi e consumo energetico effettivo;

        b)  confronti tra il consumo attuale di energia del cliente finale e il consumo nello stesso periodo, nell’anno precedente;

        c)  la scritta ben visibile «Il risparmio di energia riduce i costi e difende l’ambiente. Lo Stato incentiva gli investimenti nelle fonti rinnovabili», seguita dai riferimenti di un numero verde e di un sito internet appositamente istituiti, da cui trarre ogni informazione utile, nonché  da un’informazione, mirata sulla tipologia dell’utenza, diretta o con indicazione consultabile on line, prodotta nell’ambito delle campagne informative di cui al comma 3;

         d) l’eventuale percentuale di produzione energetica da fonti rinnovabili;

3. Il Ministero dello sviluppo economico, di concerto col Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, delle Associazioni ambientaliste e di quelle dei consumatori, attua annualmente campagne informative per il risparmio e l’efficienza energetica, con la disponibilità di 20 milioni di euro.

4. Il Ministro della pubblica istruzione, d’intesa con il Ministro dell’ambiente, definisce un piano nazionale d’intervento che, nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, incentivi l’adozione nei piani dell’offerta formativa di specifici progetti finalizzati ad approfondire le conoscenze e sviluppare comportamenti virtuosi nei campi del rispetto dell’ambiente, del risparmio energetico e dell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili,  dell’uso del suolo e difesa del territorio, dell’uso razionale delle risorse naturali ed in particolare dell’acqua. Il Ministro della pubblica istruzione, con proprio decreto con cadenza annuale, emana specifiche direttive con le quali sono individuate le linee guida per la predisposizione dei progetti.

Articolo 8

(Delega al Governo per il riordino e la semplificazione delle disposizioni in materia di risparmio energetico e incentivazione delle fonti energetiche rinnovabili)

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, uno o più decreti legislativi di riordino, coordinamento e integrazione delle disposizioni legislative in materia di risparmio energetico e incentivazione delle fonti energetiche rinnovabili, anche mediante la redazione di testi unici, volti a:

         a) armonizzare le misure di carattere finanziario e fiscale, prevedendo meccanismi premiali commisurati alla efficienza e al minor impatto ambientale;

          b) prevedere meccanismi di incentivazione stabile e non più soggetti alla transitorietà delle norme di carattere finanziario;

          c) prevedere specifiche forme di sostegno della collaborazione tra il sistema delle imprese, le università e i centri di ricerca volte a favorire l’applicazione di tecnologie avanzate e innovative in materia di risparmio energetico e uso di fonti alternative;

          d) semplificare le procedure autorizzatorie e di riconoscimento degli incentivi, prevedendo il superamento di eventuali difformità applicative e regolamentari di competenza delle amministrazioni centrali e periferiche, a vario titolo coinvolte;

          e)  predisporre una tempistica delle misure incentivanti, coerente con gli obiettivi dell’Unione europea sulla riduzione dei consumi e dell’uso delle fonti alternative, prevedendo un progressivo e incrementale superamento delle fonti fossili e più inquinanti;

          f) in materia di efficienza energetica degli edifici:

- definire un limite massimo dei consumi di climatizzazione degli edifici da conseguire entro il 2013 inferiore del 30% rispetto ai valori richiesti per il 2010 ed un obbiettivo di neutralizzazione delle emissioni di anidride carbonica legate ai consumi energetici dei nuovi edifici residenziali realizzati a partire dal 2017;

          g) prevedere un contributo del 55% dei costi extra sostenuti anche per la realizzazione di nuovi edifici con consumi inferiori del 30% rispetto ai limiti di legge.

- rivedere la metodologia di calcolo del rendimento energetico degli edifici (REE) di cui all’articolo 3 della direttiva 2002/91/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2002, e i requisiti minimi in materia di prestazioni energetiche degli edifici, includendo i consumi per garantire comfort termico in inverno ed estate, consentendo di calcolare separatamente e ponendo limiti distinti, da una parte, alle prestazioni dell’involucro edilizio e, dall’altra, a quelle degli eventuali sistemi di fornitura attiva di energia ad integrazione di quanto già previsto dal dlgs 311/06;

- rimuovere ostacoli e barriere presenti all’uso di tecnologie passive e di efficienza; i volumi occupati da isolamento, le serre solari, i camini solari, i sistemi di distribuzione collegati a scambiatori col terreno e gli altri sistemi passivi non sono conteggiati nel volume edificato;

- prevedere la trascrizione del dato relativo alla classificazione energetica negli elementi necessari per l’accatastamento.

        g) prevedere e favorire che la programmazione delle nuove aree urbane sia condizionata alla realizzazione di infrastrutture di mobilità pubblica a guida vincolata o con corsie dedicate e protette;

        h) promuovere l’adozione di un sistema di classificazione dei veicoli ad uso pubblico e privato in base all’efficienza energetica, da comunicare con adeguate misure di pubblicità rivolta ai consumatori e utenti;

        i) favorire la cultura del risparmio energetico e dell’uso delle fonti rinnovabili da parte dei singoli utenti, degli installatori degli impianti, delle amministrazioni pubbliche, del sistema delle imprese piccole, medie e grandi, attraverso il coinvolgimento e la collaborazione delle forme associative di detti soggetti;

        l) provvedere alla semplificazione normativa e alla abrogazione delle disposizioni in contrasto con la presente legge.

2. Ripristinare le misure previste dal Decreto Legislativo n. 311 del 29 dicembre 2006 per la certificazione energetica degli edifici e l'obbligo di presentare la documentazione nelle compravendite di edifici e alloggi.

3. Gli schemi dei decreti legislativi predisposti ai sensi del comma 1, previa acquisizione del parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono trasmessi alle Camere ai fini dell'espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia, che sono resi entro quaranta giorni dalla data di trasmissione. Decorso tale termine, i decreti sono emanati anche in mancanza dei pareri.


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