Tu sei qui: Portale Notizie FINANZIARIA 2009: LE POLITICHE AMBIENTALI E LE PROPOSTE DEL PD - Intervista a Raffaella Mariani, deputato del Partito Democratico ed esponente Ecodem
Navigazione
Accedi


Hai dimenticato la tua password?
Nuovo collaboratore?
 
Azioni sul documento

FINANZIARIA 2009: LE POLITICHE AMBIENTALI E LE PROPOSTE DEL PD - Intervista a Raffaella Mariani, deputato del Partito Democratico ed esponente Ecodem

La Finanziaria è arrivata, in questi giorni, all'esame della Camera dei Deputati. Abbiamo chiesto a Raffaella Mariani, deputato del Pd ed esponente degli Ecologisti Democratici di fare un primo bilancio sui contenuti del provvedimento.

 

Quali sono i principali indirizzi sulle politiche ambientali?

“Va sottolineata con preoccupazione sia la gravità dei tagli generalizzati alle risorse dedicate al settore ambientale sia il fatto che tali riduzioni intervengono senza che siano state minimamente delineate le politiche del governo in questo settore fondamentale per il futuro del paese. Al riguardo, vorrei sottolineare peraltro che l’inerzia dell’esecutivo si traduce anche in conseguenze immediate quali ad esempio in un aggravamento inaccettabile della situazione dei lavoratori precari che prestano servizio nelle strutture dell’attuale Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e che rappresentano un fattore fondamentale sia in termini quantitativi – circa il trenta per cento del personale – che in termini di competenze e di professionalità accumulate e affinate in anni di lavoro e di impegno. Inoltre, la situazione e la strategia del governo appaiono ancor più confuse, con riferimento alla questione della prevista istituzione di un’Agenzia per la sicurezza nucleare, mediante il cosiddetto ‘collegato energia’, attualmente all’esame della Camera. Infatti, se era di per sé sbagliato procedere, come il Governo ha fatto nei mesi scorsi, all’accorpamento nel nuovo Istituto di ricerca e protezione ambientale (Ispra) di preesistenti organismi fra loro diversi per missione e compiti, ancor più controproducente appare oggi procedere a costruire una nuova Agenzia con la logica del copia e incolla senza investire in nuove professionalità”.

Quali sono nel dettaglio i tagli complessivi alle politiche ambientali?

“I tagli complessivi nel Bilancio del Ministero dell’Ambiente rappresentano un terzo delle intera posta del bilancio assestato 2008. Nello specifico gli stanziamenti attribuiti allo sviluppo sostenibile e tutela del territorio pari a 1.110,6 miliardi di euro registrano una riduzione di 554,9 miliardi di euro rispetto alle previsioni assestate 2008 (-33per cento). In modo particolare, in tre anni, vengono ridotte le risorse per l’assetto idrogeologico del territorio da 510 a 93 milioni di euro, penalizzando in particolar modo i territori più vulnerabili a partire dal 2009 che subisce un taglio del 50 per cento.

Per quanto riguarda poi la ricerca e l’innovazione vengono ridotte risorse per 11,4 milioni di euro. Anche rispetto al tema prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento si assiste ad una drastica riduzione (- 28,7 per cento) da 220,7 a 88,9 milioni di euro: tagli che si ripercuoteranno inevitabilmente sugli interventi per il miglioramento della qualità dell'aria, sul fondo per l'efficientamento energetico e per la produzione di energie rinnovabili, sul fondo per la mobilità sostenibile nelle aree urbane. Queste ultime penalizzazioni si rifletteranno inevitabilmente sui bilanci degli enti locali.

Continuando: le spese per lo sviluppo sostenibile, pari a 261,2 milioni di euro, subiscono un taglio del 13,8 per cento ed insistono prevalentemente sul fondo rotativo per il finanziamento delle misure di riduzione delle immissioni dei gas ad effetto serra in atmosfera, mentre la dotazione del programma di tutela e conservazione della fauna e della flora e della salvaguardia delle biodiversità (155, 3 milioni di euro) vedrà una riduzione di 88,7 milioni di euro (pari al 36,3 per cento).

Anche le spese per la vigilanza, prevenzione e repressione in ambito ambientale vengono fortemente decurtate: da 15,2 milioni di euro vengono infatti tagliati 3,4 milioni di euro: una scelta che è palesemente in contrasto con le politiche della sicurezza e della legalità tanto sbandierate da maggioranza e governo in altri settori.

I fondi per le bonifiche sono poi diminuiti di circa un terzo: da 189,1 milioni di euro si assiste ad una variazione negativa di 90,7 milioni. (- 32 per cento) Anche in questo caso, oltre ad assistere ad un sensibile decremento di stanziamenti, si nota una politica poco trasparente da parte del Ministero dell’Ambiente che operando sui siti di interesse nazionale tramite Spa, come Sogesid e altri soggetti, non indica quali sono le priorità e tende a privilegiare alcune situazioni rispetto ad altre (come ad esempio la Sicilia).

Nessuna risorsa, se non in minima parte, è destinata alle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici. Anzi rispetto al fondo di incentivazione per la defiscalizzazione degli investimenti in edilizia miranti al risparmio energetico viene sostanzialmente negata quella continuità temporale così necessaria alle imprese nella loro programmazione. Infatti dopo aver rimosso la obbligatorietà della certificazione energetica degli edifici viene anche tolto questo finanziamento a scopo incentivante”.

Quale saranno quindi le proposte emendative alla legge di bilancio del Pd?

“Per come è stata riformata la predisposizione della Legge Finanziaria si è irrigidita notevolmente la possibilità anche di emendarla costruendo argini regolamentari tali da rendere inammissibili correzioni che escano dalla competenza degli articoli e soprattutto rimandando alla lettura delle tabelle con schemi che permettono solo di riformulare ‘missioni’ e ‘programmi’ al loro interno. In Commissione Ambiente della Camera abbiamo predisposto, con molti limiti, pochi emendamenti che riproporremo in Commissione Bilancio. Abbiamo scelto di correggere alcune degli interventi più eclatanti che da nostro punto di vista sono assolutamente incoerenti con le buone politiche ambientali

Nello specifico i principali emendamenti riguardano:

o       maggiori risorse per il programma che fa riferimento alla difesa del suolo ed all'assetto idrogeologico reso insufficiente alle grandi esigenze del paese;

o       l’indicazione di una misura strutturale definibile per il triennio circa le detrazioni del 55 per cento per opere relative all'efficienza energetica e l'utilizzo di energie rinnovabili:

o       l’incremento del fondo che alimenta il trasporto pubblico locale ed il sistema ferroviario;

o       maggiori risorse per il fondo che finanzia le piste ciclabili”.

Alessandro Renai

Ufficio Stampa Ecologisti Democratici


Realizzato con Plone

Questo sito è conforme ai seguenti standard:

  • Sezione 508
  • WCAG
  • XHTML valido
  • CSS valido
  • Consultabile con qualsiasi browser